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Capitali nei paesi black list 125 segnalazioni al fisco

Centoventicinque segnalazioni sugli illeciti fiscali internazionali trasmesse agli uffici nel solo 2010, per trasferimenti non dichiarati per oltre 7,5 miliardi di euro. Sono questi i risultati dell'attività dell'Agenzia delle entrate condotta sulla base delle previsioni dell'articolo 12, comma 2 del dl n. 78/2009, finalizzato a contrastare l'evasione transfrontaliera mediante la presunzione di mancata tassazione sui capitali detenuti in paesi black list e non dichiarati.

Lo ha dichiarato Luigi Magistro, direttore centrale accertamento dell'Agenzia delle entrate, ieri in una nota diffusa da Via Cristoforo Colombo sulla vicenda Menarini. Nella nota l'Agenzia precisa che «in relazione alle notizie pubblicate da varie testate in merito agli accertamenti fiscali nei confronti di Alberto Sergio Aleotti (Gruppo Menarini), gli accertamenti riguardavano maggiori imposte evase per circa 500 milioni di euro, più sanzioni e interessi, e sono stati definiti con l'impegno al pagamento di circa 330 milioni di euro. È dunque infondato il riferimento all'importo di 3 miliardi di euro».

«La vicenda in questione», spiega Magistro, «rappresenta il caso più rilevante di evasione internazionale mai trattato, il cui esito positivo per l'Erario è stato favorito dai recenti interventi normativi sul contrasto a queste forme di evasione». In particolare, la presunzione che i capitali detenuti all'estero e non dichiarati costituiscono, salvo prova contraria, redditi non tassati in Italia. Ed è proprio questo l'effetto dell'applicazione della norma introdotta con il dl n. 78/2009. Quest'ultima, anche in vista dell'operazione di rimpatrio dei capitali detenuti illecitamente all'estero avviata di lì a poco mediante lo scudo fiscale, ha stabilito che in deroga ad ogni vigente disposizione di legge, gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato (di cui al dm 4 maggio 1999 e al dm 21 novembre 2001), senza tener conto delle limitazioni ivi previste, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167 (legge 4 agosto 1990, n. 227), ai soli fini fiscali si presumono costituite, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione. In tale caso, le sanzioni previste dall'articolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono raddoppiate. Scatta dunque l'inversione dell'onere della prova sulla dimostrazione del dove questi redditi sono stati maturati. E su questa direzione l'Agenzia delle entrate riconosce che «da oltre due anni l'Agenzia delle entrate sta sviluppando un'intensa attività di controllo su questo fronte, con centinaia di indagini aperte che hanno già portato a considerevoli risultati, oltre a quello riguardante Aleotti. In particolare, solo l'anno scorso, le 125 segnalazioni trasmesse agli Uffici in seguito a indagini e controlli sugli illeciti fiscali internazionali hanno portato alla luce attività estere e trasferimenti non dichiarati per oltre 7,5 miliardi di euro».

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