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«Capitali e garanzie alle pmi. Titoli perpetui per la ripresa»

Titoli di Stato «di guerra», irredimibili, perpetui: cioè che non vengono rimborsati, ma pagano la cedola per sempre (per esempio, il 2%). È una delle due proposte chiave per il rilancio del risparmio e dell’economia avanzate da Paolo Savona, presidente della Consob, che ieri ha tenuto il suo secondo Discorso al mercato dall’insediamento al vertice della Commissione di controllo delle società quotate. L’altra idea emersa è il sostegno alle piccole e medie imprese esportatrici attraverso una garanzia pubblica sui piani di ricapitalizzazione.

E poi, registrati nel 2019: intelligenza artificiale applicata all’analisi, in Consob, dei prodotti finanziari preassemblati; boom del crowdfunding, la raccolta di finanziamenti sul web, quasi raddoppiata a 65 milioni di euro dai 36,3 del 2018 (32 milioni nei primi sei mesi 2020); allerta sulle regole fumose per le criptovalute.

Dietro tutto, nella settimana degli Stati generali, c’è la richiesta di una «nuova architettura per il buon funzionamento dei mercati», indirizzata da un lato all’allargamento alle Pmi «del risparmio popolare» (4.445 miliardi quello delle famiglie nel 2019, «8,1 volte il loro reddito disponibile, gli italiani sono tutt’altro che cicale, l’Italia non è un problema finanziario per l’Europa») e dall’altro al Super Tuf, un meta-testo unico che raduni i tre attuali (finanziario, bancario, assicurativo).

Il discorso di Savona, che debuttò al vertice Consob nel 2019 da euroscettico con il governo Lega-5 Stelle tra frizioni politiche, ieri ha incassato l’apprezzamento corale delle istituzioni, orientate al sostegno dei mercati in questa fase post-Covid. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, augurando buon lavoro ha sottolineato il «ruolo significativo» che Borsa Italiana può svolgere per la ripresa. Il presidente di Borsa, Raffaele Jerusalmi, ha definito «importante» il riconoscimento di Mattarella e valutato positivamente il «richiamo di Savona alla sfida posta dalle nuove tecnologie». Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha espresso «vivo apprezzamento» sulla proposta per la ricapitalizzazione delle imprese e «la tutela del risparmio in tutte le sue forme». E il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha dichiarato: «Una ripresa duratura non può prescindere da un settore finanziario dinamico. L’epidemia ha dimostrato quanto sia fondamentale disporre di fonti di finanziamento alternative».

Sui bond perpetui, «strumento tipico delle fasi belliche», Savona ha ipotizzato «un tasso d’interesse, esonerato fiscalmente, pari al massimo dell’inflazione del 2% che la Bce si è impegnata a non superare». E ha aggiunto che, se i cittadini non li sottoscrivessero, «concorrerebbero a creare le condizioni» per l’aumento delle tasse. Quanto alla garanzia statale sul capitale di rischio, «un esperimento potrebbe essere subito avviato partendo dalle 22.058 medie imprese, con preferenza alle 10.838 già esportatrici». Come? «Lo Stato potrebbe agevolare la formazione di loro capitale da parte di investitori», in media per un milione. Onere per le casse pubbliche: 11-22 miliardi, «che si rimetterebbero in circolo».

Nel 2019 la Consob ha visto aumentare il costo del personale oltre i 100 milioni; si è riunita 101 volte per esaminare 1.246 pratiche; ha disposto la chiusura di 117 siti web (223 all’11 giugno scorso) che «raccoglievano risparmio in modo illegale». E, ha ribadito il presidente, ha abbassato le soglie anti-Opa, obbligando a dichiarare gli scopi oltre il 5%. Savona ha poi difeso la scelta di rimuovere in anticipo, il 19 maggio, il divieto di vendite allo scoperto in Borsa: «Dimensioni trascurabili, la caduta delle quotazioni non è stata determinata da questo».

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