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I capitali esteri tiepidi sull’Italia «Ma la Brexit è un’opportunità»

L’Italia perde di attrattività per gli investitori esteri tuttavia la Brexit apre spazi di opportunità che, se colti, possono promuovere lo sviluppo del sistema-Paese. Il verdetto della terza edizione della ricerca realizzata dall’Aibe, l’Associazione banche estere, in collaborazione con il Censis, evidenzia un certo scetticismo sulla possibilità per l’Italia di diventare un polo verso cui i capitali internazionali possono convergere. L’Aibe Index, l’indice sintetico che misura l’attrattività del sistema-Italia, passa infatti da un valore di 47,8 registrato nel 2016 all’attuale 40,3 lungo una scala che va da un minimo di zero fino a un massimo di cento. Il calo è brusco ma il valore di 40,3 punti raggiunto nel 2017 si mantiene comunque nettamente superiore rispetto a quello rilevato nel 2014, quando l’indice si fermò a 33,2 punti. Il giudizio è stato emesso da un qualificato panel di osservatori esteri composto da direttori finanziari, amministratori delegati, giornalisti e opinion leader che hanno una conoscenza diretta e approfondita del nostro Paese.

«Ciò che spaventa di più gli investitori esteri è l’instabilità politica e l’improvviso arrestarsi dell’agenda delle riforme strutturali che aveva invece impresso una forte accelerazione alla fiducia lo scorso anno», commenta Guido Rosa, presidente dell’Aibe. Le recenti manovre del governo nel campo del mercato del lavoro e della pubblica amministrazione non sono considerate infatti dal panel determinanti per l’attrattività degli investimenti esteri (punteggio medio 4,8). I potenziali investitori si aspettano invece un contributo molto o abbastanza importante (60% dei rispondenti) dal programma Industria 4.0.

La stabilità politica risulta uno dei fattori chiave che fanno preferire un paese a un altro e viene indicata come elemento critico nel 47,8% delle risposte. Seguono il carico fiscale (43,5%), i tempi delle giustizia civile (39,1%) e l’efficienza del sistema normativo e burocratico (26,1%). Tra i motivi per cui investire in Italia può essere interessante c’è invece in primo luogo la qualità delle risorse umane cui nel 92% dei giudizi viene attribuito un punteggio tra 7 e 10.

Quanto agli eventi internazionali che possono aiutare l’Italia a migliorare la sua posizione nello scenario competitivo internazionale figura al primo posto la Brexit che potrebbe favorire il ricollocamento di agenzie internazionali nel Paese o comunque aprire nuovi scenari di sviluppo. Negativa per l’Italia, per il 52% del panel, è invece l’elezione di Donald Trump.

Marco Sabella

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