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«Capitali, 4 miliardi dalla nuova sanatoria»

Il governo punta sul rientro dei capitali dall’estero per far quadrare i conti del prossimo disegno di legge di Bilancio, da presentare in Parlamento entro il 20 ottobre. Dal secondo giro della cosiddetta voluntary disclosure «spero di poter recuperare un po’ meno di 4 miliardi di euro», dice il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervistato a Porta a porta.

Sarebbe un risultato leggermente inferiore rispetto all’operazione varata l’anno scorso, alla quale avevano aderito 130 mila persone e che aveva portato nelle casse dello Stato oltre 4 miliardi di euro. Confermare quella cifra, o comunque viaggiare sugli stessi livelli sarebbe di grande aiuto per una manovra che di miliardi dovrebbe costarne quasi 30. Anche se il gettito frutto della disclosure 2, non essendo frutto di un intervento strutturale, potrebbe essere utilizzato per coprire solo misure una tantum e non per interventi destinati a durare nel tempo. Non per concorrere all’abolizione dell’aumento dell’Iva, ad esempio.

Padoan conferma che nella prossima legge di Bilancio ci sarà la riduzione dal 27,5% al 24% dell’Ires, come già scritto nell’ultima legge di Stabilità. Mentre non sarà anticipato all’anno prossimo il taglio dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, sulla quale si dovrebbe intervenire nel 2018. «Abbassare le tasse è l’abc, la priorità per rendere più competitivo il nostro sistema», dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Per la legge di Bilancio si lavora alla conferma del super ammortamento, che consente alle imprese di scaricare dalle imposte il 140% del valore dei nuovi beni strumentali acquistati. Una misura che «ha funzionato», secondo Padoan, che ha parlato anche di nuovi incentivi per «gli investimenti, la produttività e la competitività». In realtà il super ammortamento potrebbe essere non solo confermato ma anche potenziato, portando al 200% la soglia di detrazione per i beni strumentali ad alto contenuto tecnologico.

Padoan parla anche di contratti: «Quelli a livello aziendale — dice — devono essere sostenuti, sono fonte di crescita della produttività, della competitività e del reddito dei lavoratori». Nella legge di Bilancio dovrebbe essere alzato da 50 mila a 80 mila il reddito massimo del lavoratore che usufruisce della tassazione agevolata al 10% per i premi aziendali. E anche l’importo massimo del premio con tassazione agevolata dovrebbe salire, da 2 mila a 5 mila euro. Allo stesso tempo si dovrebbe alzare il piede dell’acceleratore sugli sconti ai contributi per i nuovi contratti stabili, quelli a tutele crescenti. Concentrando nel Mezzogiorno o sulle donne quella decontribuzione che sembra aver perso la spinta iniziale.

Padoan parla anche dei suoi rapporti con il presidente del Consiglio Matteo Renzi: «La giacca non gliela tiro mai perché spesso quando ci vediamo non ce l’ha» però «ha detto che io l’ho convinto a far scendere il deficit anziché a farlo salire».

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