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Caos sull’elenco clienti-fornitori

di Giovanni Galli 

Con il passaggio dallo spesometro all'elenco clienti e fornitori, molti contribuenti rischiano di cadere dalla padella nella brace. Se da un lato la rimozione della soglia nelle operazioni per le quali è obbligatoria l'emissione della fattura sgombra il campo dalle complicazioni legate all'individuazione del limite, soprattutto con riferimento alla sfuggente categoria dei contratti collegati, dall'altro, l'obbligo di tenere conto anche delle fatture emesse nei confronti di privati può causare difficoltà per alcuni operatori. Si pensi, per esempio, al dentista che fattura obbligatoriamente tutte le prestazioni, che pur non essendo tenuto alla presentazione della dichiarazione Iva in quanto effettua operazioni esenti, dovrà compilare l'elenco dei clienti riportandovi tutte le fatture, di qualsiasi importo. Una prospettiva, questa, che potrebbe trovare soluzione in sede interpretativa, circoscrivendo l'obbligo degli elenchi clienti e fornitori ai rapporti fra soggetti passivi dell'Iva, anche se questo non si desume dalla norma. In un incontro con le associazioni finanziarie, lunedì, a Milano, i rappresentanti delle Entrate hanno avuto modo di chiarire che le modifiche avranno decorrenza a partire dall'anno prossimo e che per le scadenze successive si applicheranno le regole e i calendari in vigore (si veda quanto anticipato da ItaliaOggi il 27/02/2012)

Il dl di semplificazione fiscale, approvato dal consiglio dei ministri e in corso di pubblicazione in G.U., è stato mandato ieri in ragioneria di stato per la bollinatura, e modifica l'art. 21 del dl n. 78/2010 sull'obbligo della comunicazione telematica delle operazioni Iva di importo non inferiore a 3 mila euro, prevedendo che:

– le operazioni attive e passive per le quali è obbligatoria l'emissione della fattura dovranno essere comunicate tutte, quale che sia l'importo, in forma cumulativa su base annua per ciascun cliente o fornitore

– le sole operazioni per le quali non è obbligatoria l'emissione della fattura, dovranno essere invece comunicate analiticamente, ma solo se di importo non inferiore a 3.600 euro al lordo dell'Iva.

Il discrimine tra l'una e l'altra tipologia di operazioni (e tra le diverse modalità di comunicazione) è rappresentato dall'obbligatorietà o meno dell'emissione della fattura, a prescindere dalla posizione soggettiva del destinatario; nella norma non si accenna infatti a distinzioni fra operazioni «business to business» e operazioni «business to consumer», ragion per cui tale distinzione dovrebbe restare irrilevante.

Occorre chiarire però se tra le operazioni con obbligo di fattura si intendono comprese anche quelle per le quali la fattura è emessa in quanto richiesta dalla controparte, come sembrava indicare la circolare n. 24/2011 delle Entrate sullo spesometro, oppure se in tale ipotesi l'operazione non rientra nella categoria: nella prima ipotesi, in base alla modifica in esame, l'obbligo della comunicazione scatterà in ogni caso e sarà assolto in forma cumulativa, mentre nella seconda ipotesi scatterà solo se l'importo della specifica operazione raggiungerà la soglia di 3.600 euro.

La seconda questione che dovrà essere chiarita è quella della decorrenza della modifica, vale a dire se essa abbia effetto dalle operazioni poste in essere nel 2012, da comunicare nel 2013, oppure dalla comunicazione che dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2012 con riferimento alle operazioni del 2011.

Ma il problema più delicato riguarda, come accennato, l'aspetto soggettivo della comunicazione cumulativa delle operazioni con obbligo di fattura. Dato che la norma modificata non circoscrive l'obbligo alle operazioni scambiate fra soggetti passivi Iva, se ne desume che nell'elenco dei clienti dovranno essere indicate anche le operazioni fatturate a privati consumatori (sono invece esclusi gli acquisti effettuati presso privati, in quanto non si tratta di operazioni rilevanti ai fini Iva). Si deve ricordare che l'obbligo di includere nell'elenco clienti le fatture emesse nei confronti di privati era previsto anche dalla precedente disciplina, dettata dall'art. 8, comma 4-bis, del dpr n. 322/98, aggiunto dall'art. 37 del dl n. 223/2006 (decreto Visco-Bersani); non ha però trovato concreta applicazione perché, in fase di prima applicazione, per i periodi 2006 e 2007, erano state escluse dall'elenco clienti le operazioni effettuate nei confronti di privati, mentre successivamente l'adempimento venne soppresso, per cui la complicazione derivante dall'inclusione nell'elenco clienti di tutte le fatture emesse, di qualsiasi importo, nei confronti di privati non entrò in vigore. Adesso la complicazione è dietro l'angolo. Potrebbe però esservi spazio per evitarla, in considerazione del fatto che la nuova norma contiene una speciale disposizione per le operazioni non soggette a obbligo di fattura, che, come detto, dovranno essere comunicate soltanto se di importo superiore a 3.600 euro. Ci si potrebbe forse discostare dalla lettera della norma e fornire un'interpretazione sistematica volta a sostenere che l'elenco clienti e fornitori comprenda i soli rapporti «business to business», e che le operazioni «business to consumer», rispondendo alla logica dello «spesometro», debbano invece essere comunicate soltanto se superiori alla soglia.

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