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Caos riforma fiscale slittano tutti i decreti la delega scade il 27

Dopo il rinvio del catasto, si è aggiunto quello sui giochi. E all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di ieri, cominciato con oltre un’ora di ritardo, erano rimasti solo cinque decreti di attuazione delle delega fiscale (evasione, sanzioni, contenzioso e interpello, riscossione oltre alla riorganizzazione delle Agenzie fiscali). Alla fine anche questi cinque provvedimenti sono stati accantonati e se ne riparlerà venerdì 26 giugno. Cioè a ventiquattrore dalla scadenza della delega di riforma fiscale affidata dal Parlamento al governo e già prorogata di tre mesi. «Vareremo le deleghe venerdì», ha detto Renzi al termine della riunione riferendosi alla necessità di ulteriori «limature» e ha assicurato, riferendosi alle polemiche sulla depenalizzazione dei reati fiscali, che «non ci sarà la norma del 3 per cento», la nota «Salva-Silvio». Quanto al catasto, il premier ha garantito che la riforma sarà varata dopo la local tax , dunque in autunno, per evitare che ci fosse l’impressione di un aumento delle tasse sulla casa: «Il provvedimento era ad invarianza di gettito, ma poteva accadere che io pago meno e l’altro di più». Insomma la riforma del catasto è rinviata.
La polemica ha tenuto banco per l’intera giornata. Al muro del centrodestra che prosegue da giorni sulla riforma dei valori immobiliari ieri si è aggiunta Ap con Lupi che ha chiesto il rinvio. Replica del Pd con Causi che ha ricordato che attualmente il catasto va avanti con metodi degli Anni Trenta. Il provvedimento è accusato di elevare le tasse sulla casa ma si nota che nella bozza, all’articolo 33, si indica chiaramente l’invarianza di gettito al livello comunale (cioè riduzione di Imu-Tasi a fronte della rivalutazione selettiva degli immobili).
Resta la corsa contro il tempo per varare le altre quattro importati deleghe. Sulla linea del rilancio dell’azione del governo sul fisco c’è attesa per il decreto sull’evasione: si dovrebbero unificare i due fondi destinati alla riduzione delle tasse (realizzati con il Salva Italia nel 2012 e nel 2013) rimasti finora all’asciutto. Per alimentarli con criteri efficaci dovrebbe partire una stima dell’evasione fiscale (affidata all’Istat) e una dettagliata e rigorosa valutazione delle tax expenditures nell’ambito della nota di aggiornamento al Def. Misure si attendono anche per intervenire sul contenzioso: prevedendo una serie di strumenti preventivi per far pace con il fisco (si tratta di un valore di circa 30 miliardi nel 2014 di cui il 70 per cento sotto i 20 mila euro). Occhi puntati anche sulla revisione delle soglie di punibilità dei reati tributari (decreto rinviato fin dal 24 dicembre dello scorso anno): non sarebbe più presente la soglia di non punibilità del 3 per cento dell’imponibile per frode ed evasione e quella da 1.000 euro per la depenalizzazione del reato di falsa fatturazione. Saranno tuttavia elevate le soglie in valori assoluti per gli altri reati (omessa dichiarazione, dichiarazione infedele, occultamento). Sempre aperta inoltre la necessità di un intervento per sanare la posizione di 800 dirigenti dell’Agenzia delle entrate che una recente sentenza della Corte costituzionale ha “delegittimato” : un provvedimento in tal senso era stato posto all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di ieri. Nel pacchetto delle delega previsto anche l’introduzione della nuova Iri (imposta sul reddito dell’imprenditore) che consentirebbe alle piccole imprese di detassare gli utili reinvestiti.
Il governo ha invece varato un decreto legge che riforma la legge fallimentare e consente il disincaglio più rapido del recupero da parte delle banche dei crediti in sofferenza. Prevista inoltre la deducibilità delle svalutazioni sui crediti entro l’anno, invece che nell’arco di cinque anni.
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