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Caos Luxottica, salta la nomina di Vian

Alla fine di un board fiume, concluso in tarda serata, i consiglieri indipendenti l’hanno avuta vinta. Sarà Leonardo Del Vecchio a cumulare tutte le deleghe in attesa della nuova governance. E’ un percorso più chiaro e condiviso imposto da consiglieri come Claudio Costamagna e Anna Puccio che hanno così rispedito al mittente la proposta fatta dallo stesso patron del gruppo di occhialeria che chiedeva una soluzione ponte dopo le dimissioni di Enrico Cavatorta dal ruolo di amministratore delegato. Ossia la nomina di Massimo Vian, già chief operating officer, a capo della divisione corporate e finanza. 
E’ stata una giornata di tensione ai massimi livelli in casa Luxottica, contrassegnata da incontri frenetici tra Del Vecchio prima del consiglio straordinario convocato dopo l’annuncio dell’addio di Cavatorta, il secondo Ceo a lasciare dopo Andrea Guerra nel giro di 40 giorni. È bastata la notizia per affossare del 9,23% il titolo che ha così bruciato in Borsa 1,82 miliardi. E non sono valsi gli acquisti sui mercati da parte della Delfin dei Del Vecchio. Sforzi vanificati poi da Wall Street che ha confermato il forte ribasso. Pagano il conto sia Del Vecchio, che attraverso Delfin detiene il 66,5% del capitale, sia il mercato rappresentato in larga parte da fondi internazionali. A preoccupare sono state le ragioni del terremoto al vertice, che paiono legate più a una dynasty familiare che alle strategie. Cavatorta ha infatti deciso di lasciare a un mese e mezzo dalla sua investitura per il peso crescente nelle scelte di Luxottica dell’imprenditore Francesco Milleri, consulente informatico e uomo di fiducia di Del Vecchio e della sua attuale moglie, Nicoletta Zampillo. La giornata di ieri è stata una maratona per Del Vecchio ritmata dagli incontri con i membri del board ma anche con il presidente del collegio sindacale Francesco Vella, con Mario Cattaneo e Marco Reboa del comitato rischi e con il consigliere, nonché presidente del comitato risorse umane Claudio Costamagna. I primi a esigere chiarezza. Incontri tesi anche con i consiglieri pronti a dare le dimissioni, anche se con sfumature diverse. Il risultato è stato un cda spaccato, con l’ex McKinsey Roger Abravanel determinato a lasciare con Anna Puccio sulla stessa lunghezza d’onda, e alcuni consiglieri indipendenti come Costamagna che tentavano di trovare la strada. Ieri sera, durante il board straordinario Del Vecchio ha proposto una transizione Massimo Vian, attuale capo delle operation, con le deleghe su prodotto e, ad interim, per corporate e mercati.
Lo schema pensato da Del Vecchio prevedeva in primavera la nomina del consulente Francesco Milleri a vicepresidente con deleghe su corporate e finanza. Adesso bisognerà ripensare lo schema. Ci sarà solo la conferma di Vian come chief operating officer.

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