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Caos Alitalia, dossier al palo Patuanelli: «Siamo preoccupati»

Il caso Alitalia diventa incandescente. Il governo, come emerso ieri dall’audizione del ministro Stefano Patuanelli alla commissione Trasporti della Camera, dimostra di non avere una chiara linea da seguire. E da Bruxelles la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha detto che la Ue potrebbe aprire una seconda indagine per il sospetto di aiuti di Stato sul nuovo prestito di 400 milioni che lo Stato vuole erogare (si veda intervista a p. 7). Trapela che anche Air France-Klm ha mandato una lettera al Mise dicendosi interessata ad Alitalia. Si aggiunge agli interessi espressi da Delta (che farebbe squadra con Air France) e a Lufthansa.

La cassa di Alitalia è prosciugata. I 900 milioni di euro erogati dal governo Gentiloni sono evaporati con le perdite dei primi 31 mesi da quando la compagnia è stata commissariata. La liquidità sarebbe sottozero se si escludessero gli anticipi incassati da Alitalia sui biglietti venduti per i voli futuri.

Il nuovo prestito statale di 400 milioni previsto da un decreto legge non è ancora stato erogato. Il decreto è alla commissione Trasporti della Camera, andrà in aula solo il 13 gennaio. Il governo insieme al commissario Giuseppe Leogrande deve decidere se fare un’anticipazione di parte della somma o attendere l’approvazione del decreto.

L’avvocato Leogrande si è insediato ieri nella compagnia. Il decreto del ministro dello Sviluppo Patuanelli che lo nomina non è ancora stato pubblicato. Forse per questo sul sito della compagnia appaiono ancora i nomi dei tre commissari silurati da Patuanelli il 6 dicembre: Stefano Paleari, Enrico Laghi, Daniele Discepolo. A loro non è stato pagato alcun compenso, ha detto il ministro. La nomina di Leogrande è «una scelta giusta» fondata «su quello che ha fatto e non perché il suo nome mi sia stato fatto da qualcuno», ha replicato Patuanelli all’obiezione che sia suggerita da Giulia Lupo, senatrice del M5S.

Leogrande ha detto ai sindacati che farà subito «acquisti» nella sua squadra. È attesa la nomina di un direttore generale. Il candidato è Giancarlo Zeni, nato a Trento nel 1962, amministratore delegato di Blue Panorama. Zeni e Leogrande hanno lavorato insieme nella Blue Panorama che fu commissariata nel maggio 2014. Leogrande fu nominato commissario dall’allora ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, nel governo Renzi.

Zeni era d.g. della piccola compagnia. Nell’agosto 2016 fu creata la Newco Blue Panorama Spa, posseduta dalla Blue Panorama in amministrazione straordianria. Leogrande si autonominò presidente della Newco e nominò Zeni a.d., il 15 dicembre 2017 la società è stata venduta alla Uvet. Zeni è stato dirigente Alitalia durante la gestione di Giancarlo Cimoli, capo della direzione marketing e strategie di business, fino al 15 novembre 2007.

Sulla nomina del d.g. ci sarebbe un braccio di ferro con il Pd. La ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, in un’intervista al Sole 24 Ore del 5 dicembre ha detto di preferire un collegio di esperti per affiancare il commissario, non un direttore generale.

Patuanelli ieri ha detto che «non è escluso che ci sia un intervento pubblico anche in questa fase della procedura». Il Mef «potrà decidere se vuole entrare nella partita Alitalia» nella Newco. Secondo Patuanelli non è stato «individuato» l’acquirente e «non corrisponde al vero» la tesi di «regalare la compagnia a Lufthansa». «Delta rimane un interlocutore potenziale, così come la proposta commerciale di Lufthansa al consorzio». «Il fatto che ci sia un ulteriore coinvolgimento di Ferrovie lo ritengo possibile e necessario», ha detto Patuanelli. Delta e Lufthansa sono disponibili a un’audizione, Atlantia è indisponibile, le Fs invieranno una memoria scritta. Patuanelli ha detto: «Ritengo incomprensibile il rifiuto di Ferrovie, ne parlerò con la ministra De Micheli».

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