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Canone in bolletta, mezzo flop

Il canone tv in bolletta non frena l’evasione. Da un’indagine condotta da ItaliaOggi sui primi dati relativi al mese di luglio, comunicati dalle società elettriche all’Agenzia delle entrate, emerge che quasi la metà dei contribuenti italiani non ha pagato il canone tv in bolletta, decidendo di versare soltanto l’importo relativo alla fattura energetica.

Un fenomeno che in certe zone del paese, quasi tutto il Centrosud, ha toccato quote del 60% di evasione, mentre la situazione è leggermente migliore al Centronord, dove il dato provvisorio sembra assestarsi intorno al 50%. Vero è che ancora mancano i dati di agosto, che consentirebbero di avere un quadro più completo della situazione. E non è escluso che la forbice tra chi ha pagato e chi no, prendendo in esame anche i dati del secondo mese di fatturazione, possa diminuire leggermente. È tuttavia da escludersi che l’operazione canone in bolletta possa avvicinarsi a quel 100% auspicato dal governo in occasione del restyling del pagamento del canone introdotto con il decreto interministeriale n. 94 del 13 maggio 2016. A detta degli esperti sentiti da ItaliaOggi, una delle motivazioni più probanti del flop del canone in bolletta potrebbe risiedere nella disinformazione che ha circondato l’operazione, soprattutto sulle conseguenze connesse al mancato pagamento del canone (in pratica un’autodenuncia).

Il Consiglio di stato, nel parere reso il 7 aprile 2016 sul decreto interministeriale, aveva evidenziato come una criticità il fatto che non fossero previste «forme adeguate di pubblicità rispetto all’elevato grado di diffusione raggiunto dal mezzo televisivo». Ministero dello sviluppo economico, Rai e Agenzia delle entrate hanno tentato di mettere una pezza pubblicando per 16 giorni (dal 1° al 15 maggio 2016) su riviste cartacee una pubblicità in cui si cercavano di chiarire i punti critici dell’operazione. Sempre in quei 15 giorni è andato in onda sulle reti Rai uno spot (oltre a quello trasmesso a gennaio 2016) che riassumeva i punti fondamentali dell’operazione canone tv in bolletta. Evidentemente queste iniziative non hanno colto fino in fondo nel segno. E soprattutto non sono servite a far capire ai contribuenti che se non si paga il canone tv con la bolletta (a meno che non si detenga alcun apparecchio, ma lo si sarebbe dovuto comunicate con apposita autodichiarazione entro il 31 maggio scorso), la società elettrica ha l’obbligo di segnalare il nominativo del soggetto moroso direttamente all’Agenzia delle entrate. Non pagando, in altre parole, ci si autodenuncia. Del resto anche dal tenore dei quesiti posti dai contribuenti all’Agenzia delle entrate sulla sua pagina Facebook praticamente dedicata dal 18 luglio, giorno in cui è stata lanciata, al canone in bolletta, emerge come la confusione regni (ancora) sovrana. Molte le domande riguardanti tematiche di base (come dimostrare di non avere il televisore, obbligo di pagare il canone tv per la seconda casa) e una sola convinzione: l’importo pari a 100 euro, che sarebbe stato rateizzato. Si pone ora, alla luce dei primi versamenti poco incoraggianti, e qualora questi dovessero essere confermati nelle prossime settimane, il problema di come si agirà nei confronti dei morosi. Secondo quando risulta a ItaliaOggi, le Entrate non hanno ancora pensato a una strategia.

L’ipotesi più accreditata appare quella dell’invio di un avviso bonario, prima di procedere con le sanzioni pecuniarie. Le cifre a cui va incontro il soggetto che non ha voluto pagare il canone tv in bolletta vanno, ricordiamo, dai 103,29 ai 516,46 euro (art.19, terzo comma, del dlgs 18 dicembre 1997, n.473), oltre alla sanzione per l’omesso pagamento della tassa di concessione governativa, compresa tra il 100 e il 200% dell’importo dovuto, con il minimo di euro 103,29 (art. 9 del dpr 26 ottobre 1972, n.641, modificato dall’art. 8, comma 1, lett. a del dlgs 18 dicembre 1997, n.473).

Giorgia Pacione Di Bello

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