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Cancellieri: le lobby frenano la giustizia

«Li vado a incontrare, così me li tolgo dai piedi». Un fuori onda diSkyTg24 becca Anna Maria Cancellieri — sì, proprio lei, il ministro Guardasigilli — mentre, sabato scorso a Napoli in un convegno, cerca di liberarsi degli avvocati che «facevano gazzarra». Il video finisce in rete, si sentono le proteste dei legali e si vede lei, in casacca rosa, che si alza dal banco dei relatori, si piega verso il procuratore di Reggio Federico Cafiero De Raho e dice la battuta. Per un caso la storia diventa pubblica giusto mentre Cancellieri fa un’altra uscita forte. Dalla ribalta di Confindustria, quando Enrico Mentana le chiede chi frena le riforme della giustizia, lei risponde: «Gli avvocati…le grandi lobby impediscono che ilPaese diventi normale».
Ovviamente, apriti cielo. Raffica di proteste degli avvocati («parole gravissime, giudizi errati e ingenerosi »), alla vigilia di un incontro con lei oggi, da cui potrebbe pure scaturire il solito sciopero di una settimana. Ma Cancellieri non arretra. Com’è abituata a fare, parla chiaro. Mentana: «C’è unità d’intenti sulla giustizia? » Lei: «Non c’è un sentimento comune, o meglio c’è solo a parole, quando affrontiamo il singolo caso scattano campanilismi e lobby».
A pomeriggio inoltrato, Cancellieri rincara la dose su Napoli e sulle lobby. Precisa solo che, quanto al «sentimento comune», non si riferiva al governo, ma al Parlamento. Su Napoli linea ferma: «Gli avvocati hanno interrotto il convegno gridando “vogliamo giustizia pubblica,non privata”, che io non so nemmeno di che si tratta, e mi sono dovuta alzare io per evitare che andassero avanti nella gazzarra». Quanto alle lobby certo, ce l’ha con chi mette sabbia negli ingranaggi delle riforme, dalle carceri, al taglio dei tribunali. «In Italia manca l’interesse generale, non c’è la presa di coscienza collettiva che dobbiamo diventare un Paese normale. Certo che tutto può essere fatto meglio, ma comunque bisogna “fare”». Cita la Francia, dove un sindaco ha accettato un orribile rigassificatore che deturpa il paesaggio perché, risponde a chi glielo chiede, «me lo ha chiesto la Francia». Spiega aRepubblica: «Da noi invece ognuno difende il suo orticello, dimenticando che “il grande orto” dell’Italia va in rovina».
Parla dei tribunalini, alla vigiliadella decisione della Consulta, che potrebbe dar ragione al governo contro i ricorsi: «Capisco i problemi dei sindaci, per molti il tribunale locale è fonte di vita, ma si scordano che c’è un interesse superiore che va considerato, sennò finisce come con le Province, e se non si taglia niente, aumentano le tasse». Detto questo, Cancellieri non sbatte la porta — «Sono sempre pronta ad ascoltare tutti» — e nega «il muro contro muro ». Ma una cosa ci tiene a ribadirla: «Ho il vantaggio di essere una persona libera». Libera di dire quello che pensa. Di ricordare che, alla fine della scorsa legislatura, la legge Severino sui domiciliari, fondamentale per le carceri, fu bloccata in seconda lettura per fare la riforma dell’avvocatura. Un caso? Lei pensa di no.
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