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Cancellazione dei debiti Lagarde chiude la porta “È contro i trattati Ue”

La cancellazione del debito degli Stati posseduto dalla Bce un quarto del totale, 2.500 miliardi – è «inconcepibile» per la presidente Christine Lagarde. Sarebbe «una violazione del trattato europeo che vieta strettamente il finanziamento monetario degli Stati». Questa regola «costituisce uno dei pilastri fondamentali dell’euro».
Lagarde respinge così l’appello alla Bce firmato da 100 economisti europei per chiedere di abbuonare quel debito accumulato in pandemia o trasformarlo in debito perpetuo senza interessi, in cambio di un accordo perché gli Stati investano analoga somma nella ricostruzione ecologica e sociale. La proposta era stata lanciata dal presidente del Parlamento Ue David Sassoli, nell’intervista a Repubblica del 15 novembre. Suscitando una notevole levata di scudi. Per il vicepresidente della Bce Luis De Guindos «non ci sono basi giuridiche ». Netto anche il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni: «Non credo che i debiti si cancellino ». Lagarde ora chiude del tutto: «Se l’energia profusa per chiedere un annullamento del debito fosse dedicata a un dibattito sul suo utilizzo, sarebbe molto più utile».
All’appello – nato dall’iniziativa di 54 giuristi ed economisti francesi, tra cui Thomas Piketty – hanno aderito anche 21 firme italiane, come Mauro Gallegati, Leonardo Becchetti e due storici allievi di Federico Caffè, poi ordinari di Politica economica alla Sapienza di Roma: Mario Tiberi e Nicola Acocella. Tra i firmatari figura anche l’ex commissario Ue per l’Occupazione tra 2010 e 2014 (presidenza Barroso), l’ungherese László Andor.
I proponenti ritengono che l’articolo 123 del Trattato non proibisca esplicitamente l’annullamento del debito. Se così fosse – sostengono – allora sarebbe impedito anche il Quantitative Easing, il programma di riacquisto di titoli voluto dal predecessore di Lagarde alla Bce Mario Draghi per salvare l’euro. Di qui l’invito a replicare l’esito della conferenza di Londra del 1953, quando la Germania beneficiò della cancellazione di due terzi del suo debito pubblico.
A proposito di Draghi, Lagarde si dice sicura che «farà ripartire l’economia con l’aiuto dell’Europa, Italia e Ue sono fortunate». Invita poi a «non tagliare gli stimoli troppo presto», perché la ripresa nel 2021 è ancora «rallentata», l’area euro crescerà solo del 4%, dopo il -6,8% del 2020. Il ritorno al pre-Covid solo nel 2022.
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