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Campari avvia road show Da Mediobanca bond Tier 2

Il mercato del reddito fisso in Europa non sembra condizionato dall’attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse, scadenza che coincide oggi con il settimo anniversario del crack Lehman. Una data che cade in un momento che potrebbe essere decisivo per la svolta della politica monetaria americana dal momento che la Fed da sei anni non tocca i tassi di interesse. La politica espansiva che ha contagiato le altre banche centrali ha consentito di tenere i tassi di interesse in Europa e negli Usa ai minimi storici continuando ad alimentare il mercato del debito che per le aziende ha voluto dire potersi finanziare a basso costo. Flussi che continuano ad affluire sul mercato del reddito fisso: soltanto ieri sono stati collocati bond per 6,6 miliardi di euro in 12 emissioni di cui più della metà rappresentati da corporate bond. 
Tra i corporate italiani da segnalare l’annuncio del bond Campari che giovedì avvierà il road show con gli investitori istituzionali (giovedì Londra, venerdì Parigi, lunedì Milano), avendo dato mandato alle banche (Bnp Paribas, BofA Merrill Lynch, Deutsche Bank, SG, UniCredit) di curare il deal. Tra i comparable, ieri nel comparto spirits la francese Ricard Pernod ha collocato un bond da 500 milioni di euro, rating Baa3/BBB-, scadenza 8 anni, prezzato a 125 punti base sopra il tasso midswap. Campari a differenza di Pernod Richard è privo di rating e questo peserà al momento del collocamento.
Continua, intanto, l’attività degli emittenti finanziari: il Banco Popolare (rating Ba3/BB/BBB) ha scelto l’emissione senior per il bond a 3 anni raccogliendo un book appena sufficiente per coprire l’ammontare benchmark da 500 milioni di euro benché l’alto new issue premium offerto ai sottoscrittori. Tra i motivi, la preferenza del mercato per scadenze più lunghe (ieri tutte le emissioni finanziarie hanno avuto scadenze da 7 a 10 anni), ma soprattutto l’offerta di titoli che in questa fase è molto alta creando concorrenza tra gli emittenti, secondo alcuni operatori. Il bond, prezzato al tasso mid swap + 255 punti base, è stato collocato per il 53% ad investitori esteri e come tipologia asset manager (66%) e banche (33 per cento). Tra le finalità dell’emissione: «I fondi raccolti saranno destinati alla corrente gestione aziendale», si legge in un comunicato. Le banche che hanno seguito il deal sono Banca Aletti, BofA-Merrill Lynch, Bnp Paribas, GS, Nomura e Ubs.
Dai senior ai subordinati. Mediobanca ha scelto di collocare sul mercato obbligazionario telematico (MoT) una nuova obbligazione che può essere sottoscritta sia dall’investitore istituzionale sia dal retail. L’obbligazione (Mediobanca valore) con scadenza 10 anni, è a tasso variabile con cedola trimestrale pari all’euribor a 3 mesi più il 2,25% annuo e con un tasso minimo pari al 3,00% annuo. L’obiettivo di raccolta della prima tranche offerta sul MoT è stata incrementata a 300 milioni di euro mentre il massimo previsto è di 500 milioni. Il taglio minimo di acquisto è di mille euro. Il rating attribuito a Mediobanca da Fitch è di BBB+ e da S&P di BBB-, mentre quello del bond è più basso BBB di Fitch e BB di S&P dovendo scontare la rischiosità dei titoli che sono subordinati Tier 2.
Per l’investitore questo comporta – come risulta dal prospetto informativo pubblicato sul sito della società – «il rischio che, in caso di liquidazione o di sottoposizione a procedure concorsuali dell’emittente, la massa fallimentare riesca a soddisfare soltanto i crediti che debbono essere soddisfatti con precedenza rispetto alle obbligazioni subordinate (ad esempio i bond senior, ndr) e che pertanto lo stesso possa conseguire a scadenza perdite in conto capitale di entità più elevata rispetto ai titoli di debito non subordinati».

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