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Camfin vara il bond taglia-debito, Malacalza contro

Camfin va avanti con il lancio del bond convertibile, mentre Prelios apre i negoziati in esclusiva con Massimo Caputi per risanare i conti e guidare il rilancio del gruppo immobiliare. Dopo una lunga giornata di consigli e incontri, Marco Tronchetti Provera pone le basi per risolvere i problemi della holding che controlla Pirelli e della partecipata nel settore immobiliare, prendendo sempre più le distanze dai suoi maggiori azionisti che lasciano il cda di Prelios e quello di Camfin. Davide Malacalza, che insieme alla sua famiglia ha il 25% della capogruppo, prima che iniziasse il consiglio di Prelios ha rassegnato le dimissioni, ribadendo le sue perplessità sulla continuità aziendale del gruppo immobiliare. E Vittorio, Davide e Antonio Castelli hanno lasciato il cda di Camfin, dopo aver votato contro il varo del bond che è comunque stato approvato, ma prima che terminassero le discussioni. Adesso che la frattura è stata consumata, i soci dovranno comunque trovare una soluzione. E in realtà lo scorso week end Tronchetti si sarebbe fatto avanti con i Malacalza per cercare di trovare una mediazione per far uscire la famiglia genovese dal capitale della Gpi e da Camfin e far spazio a nuovi investitori istituzionali. Solo che già mercoledì le posizioni tra i due soci si erano nuovamente inasprite e ogni conciliazione tra le parti è saltata ancora prima di iniziare. Intanto, oltre a Investindustrial di Andrea Bonomi, anche il fondo Clessidra di Claudio Sposito avrebbe mostrato un interesse a entrare ai piani alti del gruppo che controlla la Pirelli. Ma Tronchetti avrebbe ricevuto alcune manifestazioni d’interesse anche dall’estero, tra cui quella del fondo sovrano del governo di Singapore, già azionista della Sintonia dei Benetton, e quella di un fondo istituzionale che fa capo al Credit Suisse. Solo che i Malacalza sembrano sempre più determinati ad andare allo scontro diretto e non pare abbiano intenzione di cedere la loro partecipazione.
Tornando a Prelios, l’ingresso di Caputi e di un pool di investitori pronti a sottoscrivere un aumento di capitale riservato da 25 milioni dovrebbe consentire alla società di porre le basi per un risanamento. Le banche creditrici hanno dato il loro via libera all’operazione e ora inizieranno a lavorare ai dettagli per trovare una soluzione entro il 12 novembre, quando scadrà l’esclusiva con Caputi. I vecchi azionisti del patto di sindacato tra cui in primis Camfin, insieme a Caputi, hanno dato la loro disponibilità a iniettare 50 milioni in Prelios, proponendo ed eventualmente garantendo anche una ricapita-
lizzazione da 85 milioni da realizzare sul mercato. I proventi così raccolti, 135 milioni di cui oltre un centinaio in contanti, serviranno a dotare Prelios delle risorse necessarie al rilancio che punta tutto sui servizi immobiliari. A questo proposito, sarebbe già partita al caccia a un management di livello capace di gestire l’azienda e per il ruolo di ad il candidato favorito sarebbe Giancarlo Scotti, oggi responsabile di Generali Properties ed ex banchiere di Lazard. Camfin, invece, ha dato il via libera al lancio di un bond da 150 milioni che dovrebbe garantire un interesse annuo di circa il 5,8% e che sarà convertibile nel 3% del capitale di Pirelli. L’emissione che verrà collocata oggi presso gli investitori istituzionali sarà quotato a Francoforte e stando alle prenotazioni già raccolte da Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnp Paribas dovrebbe riscuotere un discreto successo di mercato.

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