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Camfin riconvoca il consiglio

Slitta di ventiquattr’ore la decisione del board di Camfin sul bond convertibile con cui la cassaforte della Pirelli ripagherà 132 milioni di euro di debiti in scadenza a dicembre. La riunione in programma ieri sera alla Bicocca c’è stata ma non si è chiusa. E’ stata aggiornata ad oggi. Lo slittamento è dovuto alla denuncia presentata in Procura dalla famiglia Malacalza proprio alla vigilia della riunione, per chiedere l’annullamento delle delibere che hanno portato Camfin a scegliere la strada del bond per rifinanziare i debiti.
I soci genovesi di Marco Tronchetti Provera avevano proposto di regolare gli impegni con un aumento di capitale, trovando però un muro. Da lì è partita la guerra tra i due ex alleati, culminata nella denuncia presentata lunedì in Procura e Consob. Denuncia che ha reso necessario rinviare la delibera sul bond. Le banche che hanno strutturato l’operazione, Unicredit, Banca Imi e Bnp Paribas, secondo quanto è filtrato hanno chiesto di rimettere mano ai contratti per tenere conto dell’esposto dei Malacalza. Il rinvio è quindi dovuto a ragioni tecniche. In una nota Camfin ha spiegato che «in conseguenza dei ritardi nel processo di preparazione del collocamento delle obbligazioni a seguito dell’iniziativa dei consiglieri Malacalza e Castelli (il consigliere Camfin nominato da Malacalza che si è associato alla denuncia dei genovesi, ndr), dovuti all’esigenza di completare le relative attività di analisi tecnica, il Presidente ha sospeso la riunione, aggiornandola alle ore 18 dell’11 ottobre 2012, per l’adozione delle deliberazioni di competenza».
Quindi la manovra qualche problema l’ha creato, anche se il rinvio di ventiquattr’ore non dovrebbe provocare ritardi al lancio dell’operazione. Alla riunione ieri erano presenti sia Vittorio Malacalza sia il figlio Davide. La denuncia presentata martedì era agli atti del consiglio, originariamente convocato solo per approvare l’emissione del prestito convertibile. Nel corso dell’ora scarsa di confronto la famiglia genovese avrebbe ribadito la propria posizione ribattendo al presidente del comitato per il controllo interno e anche alle conclusioni del collegio sindacale.
Sul tavolo del board è arrivata infatti un’analisi dei sindaci in cui viene ripercorso il processo che ha portato alla decisione sul bond. «Il Collegio — ha reso noto Camfin — aveva già provveduto a verificare la correttezza del procedimento decisionale e del flusso informativo a beneficio degli amministratori che aveva portato alle predette deliberazioni». Quindi secondo i sindaci «le scelte operate dal Consiglio in data 10 agosto 2012 non possono essere censurate in alcun modo sotto il profilo della correttezza decisionale». Della stessa opinione, ha fatto sapere la cassaforte della Pirelli, anche il comitato controllo e rischi che ha informato il consiglio di aver «pienamente condiviso le conclusioni a cui è giunto il collegio». Oggi il board tornerà quindi a riunirsi per dare la stretta al prestito obbligazionario da 170 milioni di euro convertibile in azioni Pirelli, che servirà a ripagare il debito in scadenza a dicembre e a sostenere il rilancio di Prelios. L’altro fronte caldo della guerra Tronchetti-Malacalza.

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