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Camfin, è scontro in assemblea

Nuovo scontro tra Marco Tronchetti Provera e i soci Malacalza, con quest’ultimi che ieri hanno ventilato l’ipotesi di avviare una azione di responsabilità. L’assemblea Camfin, che ha approvato il bilancio 2012 con il solo voto contrario dei Malacalza, è stata ieri teatro dell’ennesimo botta e risposta tra gli imprenditori liguri e il patron Tronchetti Provera. Due, in estrema sintesi, i punti contestati dai due ex partner: il bond 2012 da 150 milioni e la valutazione della quota Pirelli nel bilancio Camfin. Questioni affrontate nel corso dell’assise e poi riprese in un comunicato diffuso in tarda serata dalla famiglia Malacalza in cui viene ribadita la «strategicità» dell’investimento in Camfin e nuovamente sottolineato che l’opzione dell’aumento di capitale della holding è stato discusso per oltre sette mesi.
La famiglia Malacalza, ieri rappresentata dal consigliere della Malacalza Investimenti, Massimo Pezzolo, ha contestato la rivalutazione della quota detenuta in Pirelli, pari al 26% circa, perché ritenuta «imprudente e azzardata»: «La rivalutazione non trova alcun riscontro nelle dinamiche della controllata», hanno dichiarato. Immediata la replica del patron della Pirelli. Il rappresentante dei Malacalza ha detto «cose che non hanno riscontro nella realtà. Pirelli ha ora un target price di 9,1 euro e ha confermato i target 2013». La rivalutazione della quota Pirelli da parte di Camfin è dunque supportata dai prezzi di mercato e non è da ritenersi ingiustificata. «Il valore della partecipazione di Pirelli nel bilancio Camfin – ha proseguito il presidente – corrisponde al costo originario ed è pari a 7,37 euro per azione ampiamente inferiore al valore di Borsa odierno (8,6 euro) e anche ai target price degli analisti (9,95)». Il presidente ha poi fatto notare che le azioni Pirelli hanno subito un incremento del 33% nel corso del 2012. Nel corso dell’assemblea il rappresentante della famiglia Malacalza è poi tornato ad attaccare il cda Camfin per l’approvazione del bond 2012 da 150 milioni, ventilando l’ipotesi di una azione di responsabilità nei confronti degli amministratori che hanno approvato l’operazione. Il bond – è la posizione dei soci liguri – «ha solo rinviato la spinosa questione dell’indebitamento di Camfin» e «non ha portato ad alcuna riduzione dell’indebitamento finanziario». «Questo impone di valutare l’operato di coloro che hanno approvato l’operazione – ha proseguito Pezzolo – prospettandone le conseguenze in termini di responsabilità». La replica di Tronchetti non si è fatta aspettare: «Sono state dette cose non vere dal socio Malacalza, fino a luglio nessuno ha espresso contrarietà all’operazione del bond convertibile, il cda ha fatto gli interessi dell’azienda», ha spiegato. «Abbiamo preso in considerazione diverse alternative, verificato l’atteggiamento delle banche e guardato anche all’ipotesi di aumento di capitale come possibile opzione e una serie di ragioni ci portarono a escludere all’unanimità l’ipotesi di aumento». Un punto, quello dell’aumento di capitale, che è stato anche oggetto di interventi da parte di alcuni piccoli azionisti: «Esprimo un ringraziamento» per avere evitato l’aumento di capitale, ha detto un piccolo socio, secondo cui l’operazione sarebbe stata negativa per i piccoli azionisti.
Intanto Camfin ha approvato la trimestrale con un utile in calo del 45% a 12,1 milioni di euro. Per il 2013 Camfin prevede però di beneficiare «del previsto miglioramento dei risultati di Pirelli».

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