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Camere, domani il voto sul Mes

Domani è previsto il voto alla Camera e al Senato sul fondo salva-stati, in riferimento anche all’informativa che il presidente del consiglio Giuseppe Conte svolgerà sul prossimo Consiglio europeo. La bozza di risoluzione del governo è già sul tavolo del ministro agli Affari europei, Vincenzo Amendola. La maggioranza vuol impegnare il governo ad «assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione economica e monetaria (cosiddetta logica di «pacchetto» Mes, Bicc, Unione bancaria) approfondendo i punti critici del pacchetto di riforme». Si prevede anche «il pieno coinvolgimento del parlamento in una eventuale richiesta di attivazione del Mes» E di escludere «in ogni caso interventi di carattere restrittivo sulla dotazione di titoli sovrani da parte di banche e istituti finanziari». A Palazzo Madama una presunta fronda M5s filo Matteo Salvini, capitanata da Gianluigi Paragone, potrebbe creare problemi di tenuta della maggioranza, ma un altrettanto presunto gruppetto di senatori «responsabili» dell’opposizione sarebbe pronto a spegnere la miccia. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, è tornato ad attaccare Salvini accusandolo di fare una campagna «terroristica» sul Mes. «Ci sono tanti eletti ed elettori M5s che sono coerenti e non vogliono il Mes», la replica del leader della Lega. Sul Meccanismo europeo di stabilità «di tutto abbiamo bisogno tranne che di una fiammata di autolesionismo», ha dichiarato il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni.

Verifica di governo subito dopo l’approvazione della manovra 2020 (venerdì 13 il voto al Senato). «Un minuto dopo l’approvazione della legge di Bilancio» dovrà aprirsi la verifica di governo che è «necessaria» e che dovrà indicare «un cronoprogramma fino al 2023», ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte. «Tre le direttrici», ha spiegato, «una razionalizzazione delle risorse pubbliche rafforzando il partenariato tra pubblico e privato, semplificare il quadro regolatorio e ridurre gli oneri burocratici». A invocare una verifica, tutti e tre i principali leader della maggioranza: dopo Beppe Grillo (il 23 novembre scorso), Matteo Renzi e Nicola Zingaretti. «Entro fine mese sarà conclusa la procedura per la revisione delle concessioni autostradali» ad Aspi, ha aggiunto il premier. E su Arcelor Mittal «il negoziato è solo all’inizio, propongo l’ingresso di una partecipata pubblica».

È in arrivo il tradizionale decreto Milleproroghe di fine anno. Numerosi i rinvii attesi: dallo slittamento di sei mesi delle norme sulle intercettazioni alla stabilizzazione dei precari della p.a passando per la conferma del bonus verde. Possibile anche la proroga degli stati di emergenza, come quello legato al crollo del Ponte Morandi. Il ministro della p.a. Fabiana Dadone ha annunciato la validità delle graduatorie degli idonei 2011 (fino a fine marzo) e quelle 2012-2017 fino al 30 settembre. Nonché gli elenchi 2018-2019 con pieno scorrimento per tre anni. Dal 2020 in poi per due anni.

Il governo pone la questione di fiducia alla Camera per il decreto legge Clima. Nel dl c’è la possibilità per i comuni di installare le macchinette mangia-plastica.

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