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Cambio conto, paga la banca

Spostamento del conto corrente entro dodici giorni e a costo zero per i clienti. L’onere, infatti, sarà tutto a carico delle banche. Addio al credito bancario come unica forma di finanziamento per le imprese. Per le attività scendono in campo anche le assicurazioni o i fondi di credito. Entra, inoltre, di diritto nell’ordinamento italiano la figura della Piccola e media impresa innovativa e il Patent box abbraccerà anche i marchi commerciali. Queste alcune delle misure approvate dal governo nel corso del Consiglio dei ministri che si è svolto ieri e illustrate dal Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan e dal Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi.

Conti correnti. Si alleggerisce la portabilità dei conti correnti. I clienti degli istituti di credito potranno spostare i loro conti a costo zero, da un istituto all’altro. Sarà, poi, la banca ad accollarsi l’onere economico dell’operazione. Questa, inoltre, dovrà essere effettuata nel più breve tempo possibile compatibilmente con le necessarie operazioni tecniche. Ad avviso del numero uno di via venti settembre, però, 12 giorni dovrebbero essere più che sufficienti. In caso di mancato rispetto dei termini, l’istituto bancario o il prestatore di servizi di pagamento risarcirà il cliente in misura proporzionale al ritardo e alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento della richiesta di trasferimento.

Credito. L’erogazione del credito non sarà più ad uso e consumo delle banche. Il dl Investment compact, licenziato dal governo prevede, infatti, che le imprese potranno essere libere di scegliere il canale di finanziamento a loro più congeniale. Oltre al potenziamento del Fondo centrale di garanzia, quindi, spazio anche alle assicurazioni o ai fondi di credito come nuovi intermediari (si veda ItaliaOggi del 15 gennaio 2015).

Patent box. Introdotte, poi, anche misure ad hoc per il Patent box. Lo strumento, introdotto nella legge di stabilità per il 2015, che prevede un regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’uso e dalla cessione dei beni immateriali, diverrà più appetibile essendo esteso il regime a tutti i marchi, inclusi quelli commerciali. «In questo modo», si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi al termine del Cdm, «il Patent box diventerà una potente misura di attrazione di investimenti qualificati nella valorizzazione del capitale immateriale, dei marchi e dei modelli industriali». Ampliato, inoltre, il campo di applicazione oggettiva del Patent box con la possibilità di includere, entro limiti prestabiliti, le attività di valorizzazione della proprietà intellettuale gestite e sviluppate in outsourcing con le società del gruppo.

Imprese in difficoltà. Sempre per andare incontro alle imprese viene, poi, dato impulso alla Società di servizio per la imprese in difficoltà. Misura che per stessa ammissione del Ministro Guidi, «non contribuirà a fare salvataggi di imprese già decotte ma dovrà contribuire a ricollocare, insieme ad altri strumenti, sul mercato quelle attività che hanno ancora la possibilità di farcela. A tale scopo», ha sottolineato il Ministro, «sarà fondamentale la presenza dei privati». Uno strumento che sarà caratterizzato da natura e finalità diverse rispetto ai Fondi partecipati e promossi dalla Cdp. Il capitale della Società sarà interamente sottoscritto da investitori istituzionali e professionali attraverso l’emissione di azioni, alcune delle quali potranno godere anche della garanzia dello stato. Gli azionisti che deterranno titoli garantiti saranno tenuti a riversare allo stato una quota dei dividendi a titolo di premio sulla garanzia ottenuta. Il periodo massimo entro il quale effettuare la cessione o il trasferimento delle partecipate è stabilito in sette anni dall’investimento, prorogabili fino a dieci. La società, inoltre, sarà tenuta a distribuire almeno i due terzi degli utili prodotti.

Sace. Via libera, poi, previa verifica di Bankitalia, alla possibilità per la Sace di erogare credito per fornire un maggior sostegno al settore dell’export. Dalla misura sono attesi 12 miliardi in più di sostegno alle esportazioni con tassi più vantaggiosi.

Pmi innovative. Nascono anche in Italia le Pmi innovative a cui saranno estesi gli strumenti di defiscalizzazione già concessi alle start-up. Si tratta delle Pmi non quotate con bilancio certificato e in possesso di almeno due tra i seguenti tre requisiti: spese in ricerca e sviluppo almeno pari al 3% del maggior valore tra fatturato e costo della produzione, impiego di personale altamente qualificato in misura almeno pari a un quinto della forza lavoro complessiva, detentrici, licenziatarie o depositarie di un brevetto o di un software registrato alla Siae.

Finanziamenti Pmi. Ricorso facoltativo alla provvista della Cdp per le banche e gli intermediari finanziari che erogano finanziamenti alle Pmi. La norma svincola il plafond sulla legge Sabatini alla provvista Cdp, consentendo alle banche di utilizzare provvista autonoma.

Le misure saltate. A non entrare nel dl Investment compact, invece, è stata la norma sui grandi investitori che prevedeva un accordo preventivo con lo stato a 360 gradi per le imprese che avessero investito almeno 500 milioni di euro in cinque anni. «Abbiamo preferito», ha sottolineato il numero uno del Mise in accordo con il Ministro Padoan, «focalizzarci su un articolato più contenuto e, così facendo, abbiamo anche dato un anticipo del ddl concorrenza che così come annunciato dal premier Renzi che andrà nel Consiglio dei ministri di giovedì». Slitta al Cdm di domani, poi, anche il dl per il contrasto al terrorismo.

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