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Cambia l’Iva per l’e-commerce

Con l’emanazione del dlgs 25 maggio 2021, n. 83, di recepimento degli articoli 2 e 3 della direttiva (Ue) 2017/2455, il legislatore ha inteso operare una profonda e complessiva riforma delle regole Iva per il settore dell’e-commerce, destinate ad entrare in vigore dal prossimo 1° luglio. Le rilevanti novità introdotte per tal via nel mercato delle prestazioni di servizi e delle vendite a distanza di beni appaiono, già solo da una sommaria lettura di tale provvedimento legislativo, di amplissimo spettro, apportandosi numerose modifiche alle disposizioni già contenute nel decreto Iva (dpr 633/72) e nel decreto delle operazioni intra-Ue (dl 331/93), finendo per incidere pure su alcune considerevoli previsioni del decreto sulle sanzioni tributarie (dpr 471/97). Concentrando l’attenzione sulla novellata normativa Iva nazionale e, più in particolare, sulle modifiche apportate dall’art. 1, lett. o), del dlgs 83/2021 all’art. 54-quinquies del dpr 633/72 – ovverosia sugli aspetti che il presente contributo mira ad esaminare – è dato registrare un notevole ampliamento in capo all’Amministrazione finanziaria dei poteri e degli strumenti di accertamento in materia dell’imposta unionale indiretta dovuta dai soggetti aderenti ai regimi di cui agli articoli dal 74-quinquies a 74-septies del dpr da ultimo citato. Sotto questo profilo, i soggetti passivi che optano per l’accesso ai regimi Oss e Ioss godono – limitatamente alle operazioni assoggettate agli stessi regimi speciali – di determinate semplificazioni di carattere amministrativo-fiscale: costoro sono difatti esonerati dagli obblighi di fatturazione, di tenuta dei registri Iva e di presentazione della dichiarazione Iva annuale. Di contro, però, sono tenuti a presentare, entro la fine del mese successivo al rispettivo periodo di riferimento (trimestrale per l’Oss e mensile riguardo all’Ioss) una dichiarazione dalla quale risulti, tra l’altro, l’ammontare dei servizi resi nell’Ue a committenti non soggetti passivi d’imposta, distintamente per ciascuno Stato membro in cui la prestazione di servizi si considera effettuata, le aliquote applicate e l’ammontare dell’Iva spettante a ciascuno Stato membro. Si consideri che tale dichiarazione dovrà essere presentata anche in caso di assoluta mancanza di operazioni rilevanti. Si rileva ulteriormente che la documentazione delle relative operazioni dovrà essere conservata fino alla fine del decimo anno successivo a quello di effettuazione delle medesime e dovrà essere fornita in formato elettronico alle amministrazioni finanziarie richiedenti. Orbene, con particolare riferimento alle operazioni che verranno assoggettate ai regimi “speciali” di prossima introduzione e che saranno, conseguentemente, oggetto delle dichiarazioni periodiche di cui sopra, l’Erario, ai fini dell’azione accertatrice, oltre a potersi avvalere delle informazioni di cui all’articolo 63-quater del regolamento Ue n. 967/2012, dei dati e delle notizie raccolti attraverso la cooperazione amministrativa ovvero secondo le convenzioni internazionali in vigore, nonché da ultimo di eventuali dati e notizie raccolti mediante l’esercizio dei poteri di cui all’articolo 51 dpr 633/72 (id est, accessi, ispezioni e verifiche, inviti a comparire, questionari, indagini, ecc.), in forza del novellato articolo 54-quinquies del dpr 633/72 potrà rettificare le incomplete e/o inesatte dichiarazioni dei soggetti passivi aderenti, anche tramite l’utilizzo di “presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e concordanti” (dlgs 83/2021). La modifica legislativa in parola, legittimando il ricorso alle presunzioni semplici “qualificate” (art. 2729 c.c.) anche con riferimento ai regimi “speciali” di nuova introduzione, consentirà giocoforza all’Amministrazione finanziaria di emettere avvisi di accertamento non soltanto là dove l’incompletezza e l’inesattezza degli elementi indicati nella dichiarazione risultino in modo certo e diretto, ma anche quando gli stessi elementi emergano in via meramente “presuntiva” (ovvero, per il tramite di inferenze e/o ragionamenti logico-deduttivi); in tal modo, estendendo all’Oss e all’Ioss, seppur non integralmente, l’applicabilità delle metodologie accertative già previste per il regime ordinario. È da sottolineare comunque che, pur essendo ormai prossima l’entrata in vigore, non sono stati ancora forniti tutti gli opportuni chiarimenti da parte dell’Amministrazione, che sarebbero stati necessari per favorire una più forte sensibilizzazione all’utilizzo dei nuovi strumenti.

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