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Cambia il prelievo sulle rendite

di Marco Piazza

I decreti di attuazione del riordino del regime tributario dei redditi di natura finanziaria, previsto dalla manovra di Ferragosto (Dl 138/11) stanno per essere pubblicati.
Il primo decreto disciplina il passaggio di aliquota per le obbligazioni soggette a imposta sostitutiva in base al regime previsto dal decreto legislativo 239 del 1996 (titoli pubblici italiani, titoli ad essi equiparati, titoli emessi da banche e società quotate italiane e da altri emittenti esteri). In pratica, con riferimento ai titoli zero coupon con scadenza "residua superiore all'anno" (successiva al 31 dicembre 2012) e ai titoli la cui prima cedola è pagata dopo il 31 dicembre 2012 si simula una cessione e riacquisto alla data del 31 dicembre 2011. L'operazione riguarda sia i titoli italiani sia i titoli esteri compresi quelli emessi da Stati esteri white list.
Con riferimento a tutti gli altri titoli di cui al Dlgs 239/96 l'intermediario può (se lo ritiene) differire l'operazione alla prima movimentazione del titolo (pagamento della cedola, scadenza del titolo, cessione o trasferimento).
Il secondo decreto si occupa della determinazione della quota dei proventi dei fondi comuni, delle polizze vita riferibili ai titoli di Stato ed equiparati e ai titoli di Stati esteri white list e del regime transitorio dei redditi delle polizze vita. Il criterio è forfetario ed attribuisce rilevanza all'attivo degli "Oicr" investito in questi titoli. Per i fondi comuni, come precisa la relazione, è stabilito che la quota dei proventi derivanti dalla partecipazione a questi organismi riferibile ai titoli pubblici italiani ed esteri è determinata in proporzione alla percentuale media dell'attivo investita direttamente o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento, nei titoli medesimi. Questa percentuale è calcolata sulla base degli ultimi due prospetti contabili (semestrali o annuali) redatti entro la fine del semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni.
I redditi come sopra determinati sono soggetti alla ritenuta del 20% su una base imponibile ridotta al 62,5. Lo stesso criterio è usato per il calcolo delle perdite per i fondi inseriti in gestioni patrimoniali o in altri fondi e per i titoli pubblici ed equiparati e titoli di Stati white list immessi in gestioni patrimoniali individuali. Una procedura analoga si applica per i proventi delle polizze vita e di capitalizzazione, per i proventi pensionistici erogati in forma periodica e per le rendite vitalizie con funzione previdenziale.
È inoltre previsto che per i contratti di assicurazione sottoscritti fino al 31 dicembre 2011 l'aliquota del 12,5% sui redditi di capitale si applica sulla differenza tra i premi versati e l'importo delle corrispondenti riserve matematiche a tale data (per le polizze estere, è possibile certificare la differenza sulla base di idonea documentazione analoga a quella prevista dalla normativa italiana). Per i contribuenti in "regime dichiarativo" l'opzione per l'affrancamento deve riguardare, congiuntamente: le plus-minusvalenze relative a tutti gli strumenti finanziari – diversi dalle partecipazioni "qualificate" – posseduti al 31 dicembre 2011; e i redditi di capitale impliciti nelle quote di fondi comuni d'investimento comunitari e Se "white list" e va esercitata nel modello Unico 2012. Per le attività finanziarie e le quote di fondi comuni immesse in rapporti per i quali sia stata esercitata l'opzione per il regime del risparmio amministrato, in deroga al principio generale, l'opzione può essere esercitata separatamente per ciascun rapporto presso il medesimo intermediario e riguarda le attività esistenti sia al 31 dicembre 2011 sia al momento dell'opzione (entro il 31 marzo 2012) mediante comunicazione all'intermediario presso cui il cliente ha il rapporto. Le ritenute sui redditi di capitale sono applicate, a seconda dei casi, dall'emittente, dalla banca corrispondente o dall'intermediario.
Per le quote di fondi comuni non immesse in rapporti con opzione per il regime del risparmio amministrato, l'opzione, entro il 31 marzo 2012, può essere esercitata autonomamente presso l'intermediario del cliente. Opportunamente viene precisato che le minusvalenze riportabili nella misura del 62,5% sono calcolate al netto delle minusvalenze realizzate nel vecchio regime e di quelle emergenti per effetto dell'affrancamento.

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