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Cambia anche la busta paga del manager

I consigli di amministrazione delle imprese pongono sempre maggiore attenzione nei confronti degli interventi in materia di ambiente, inclusione e diversità.

Eventi come la pandemia, l’incertezza economica e le disparità sociali stanno spingendo le aziende di tutto il mondo a rafforzare, o rivedere, le loro politiche ambientali, sociali e di governance.

È quanto emerge dalla ESG Board Survey condotta da Willis Towers Watson secondo cui quattro intervistati su cinque (78%) si stanno preparando a rivedere la modalità attraverso cui le politiche in materia e gli obiettivi a esse sottese saranno collegate ai piani di remunerazione dei propri manager.

Più di quattro su dieci (41%) prevedono di introdurre misure nei loro piani di incentivazione di lungo termine nei prossimi tre anni, mentre il 37% prevede di introdurre misure nei loro schemi di incentivazione annuale. Circa un terzo, inoltre, dichiara che aumenterà la rilevanza di tali misure nei sistemi di remunerazione di tutti i dipendenti.

«Alla luce dell’accresciuto interesse degli investitori istituzionali sul tema della sostenibilità, le aziende stanno rafforzando o rivedendo le proprie politiche e i programmi di medio e lungo termine», spiega Matteo Fiocchi, senior director di Willis Towers Watson, «dalla nostra ricerca e dalle nostre recenti esperienze emerge chiaramente che le aziende stanno lavorando per garantire un sempre maggiore allineamento tra i piani di remunerazione dei manager e gli obiettivi di sostenibilità di medio/lungo termine, in particolare per quanto riguarda il cambiamento climatico, le politiche di inclusione e diversità, e più in generale con riferimento alla più efficace governance del capitale umano». L’indagine ha anche identificato le sfide e le complessità che le aziende si trovano ad affrontare nell’introduzione di metriche nei piani di remunerazione.

Tra le maggiori difficoltà citate dagli intervistati vi sono la definizione di appropriati livelli di performance attesa (52%), l’identificazione degli indicatori di dettaglio (48%) e la loro definizione (47%).

Le aziende stanno, inoltre, adottando varie misure per rendere i propri programmi Hr più efficaci e integrati alle politiche in materia di sostenibilità. Quasi la metà (46%) dichiara di avere implementato strategie di ascolto per coinvolgere i propri dipendenti su tali tematiche, mentre tre aziende su dieci hanno creato un nuovo ruolo direttivo per sviluppare e gestire la strategia e hanno identificato nuove posizioni organizzative per supportare attivamente l’implementazione dei programmi e delle politiche.

Circa la metà degli intervistati sta pianificando di effettuare interventi di ampio respiro per garantire che le tematiche siano integrate nella cultura aziendale a tutti i livelli organizzativi. Un intervistato su cinque si aspetta che nei prossimi tre anni i consigli di amministrazione e i comitati remunerazione avranno un ruolo chiave nel supervisionare le politiche finalizzate a garantire il benessere di tutti i dipendenti e a preservare una generale equità retributiva in azienda. Nel complesso, mentre la maggior parte delle aziende sta lavorando nell’implementazione dei propri piani e programmi (84%) o ha identificato le proprie priorità (81%), meno della metà (48%) ha integrato i piani e gli obiettivi in tutti gli aspetti del proprio business-strategia, operations, prodotti e servizi offerti. Oltre la metà del campione (53%) sta rivedendo le proprie priorità e accelerando le tempistiche di realizzazione dei propri piani. Più di tre intervistati su quattro (78%) ritengono che le tematiche relative alla sostenibilità siano un fattore chiave per rafforzare i risultati finanziari del proprio business nel medio termine.

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