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Caltagirone sale ancora in Generali. La stretta sul Leone

 

A una manciata di titoli dal 3% di Generali. L’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone, attraverso la Fincal, è arrivato a circa il 3% della compagnia triestina con acquisti effettuati la scorsa settimana. Secondo un internal dealing , infatti, Caltagirone ha acquistato il 5 e il 7 aprile scorsi 1,25 milioni di azioni Generali, pari allo 0,08% del capitale, per un controvalore di 15,36 milioni di euro. Questi ultimi due pacchetti (acquistati a prezzi unitari pari a 12,39 e 12,21 euro) sono andati ad aggiungersi al 2,9% dell’ultimo aggiornamento del 1° aprile; così il gruppo Caltagirone si è avvicinato alla quota del secondo azionista Leonardo Del Vecchio (che ha in portafoglio il 3,17%, posizionandosi alle spalle di Mediobanca al 13,2%) e la sensazione è che la quota di Caltagirone sia destinata ad aumentare, almeno al livello del patron di Luxottica.

E proprio ieri Del Vecchio si è detto soddisfatto della scelta di Philippe Donnet come nuovo amministratore delegato di Generali. Il patron di Luxottica ha parlato all’uscita da Mediobanca dove si è tenuto un pranzo di lavoro incentrato sulle Generali. Durante l’incontro — a cui ha preso parte l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel — Del Vecchio ha avuto modo di confrontarsi proprio con Donnet. «Sì, ho visto Donnet», ha sottolineato Del Vecchio uscendo da Mediobanca accompagnato da Romolo Bardin, il cfo di Delfin (holding della famiglia Del Vecchio), che entrerà nel cda di Generali che sarà eletto dall’assemblea del prossimo 28 aprile. «Sono contento, non mi piacciono tanto i geni e preferisco la crescita interna». Quanto all’ingresso in cda di Bardin, ciò non significherà che Del Vecchio avrà un ruolo più attivo nella gestione di Generali: «No, no», ha risposto in proposito il patron di Luxottica. «Ci hanno offerto la possibilità di avere un rappresentante in cda e io l’ho accettata».

Sulle prime settimane in Generali si è soffermato anche Donnet: «Sono stati giorni impegnativi, ma sono molto contento, è una bellissima società». Donnet intende restare nel consiglio di sorveglianza di Vivendi: «Devo valutare la compatibilità in termini di carico di lavoro con il ruolo di amministratore delegato di Generali. Se è compatibile — ha spiegato — rimango».

Michelangelo Borrillo

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