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Caltagirone, blitz su Mediobanca. Entra con l’1%

Francesco Gaetano Caltagirone muove a sorpresa su Mediobanca acquistando l’1,04% del capitale. È il primo pacchetto di azioni di Piazzetta Cuccia che l’imprenditore romano porta allo scoperto. L’investimento è stato effettuato lo scorso 23 febbraio attraverso la finanziaria Istituto Finanziario 2012 e sul mercato è stato subito messo in relazione alla posizione che Caltagirone ha nelle Generali, di cui è azionista con il 5,5% e vicepresidente, e che vede Mediobanca primo socio con il 13,5%.

In Piazza Affari la mossa di Caltagirone ha spinto al rialzo i titoli di Piazzetta Cuccia, saliti dell’1,4%. Agli osservatori non è sfuggita la sovrapposizione tra l’investimento dell’editore del «Messaggero» in Mediobanca e la strategia che da qualche tempo sta portando avanti Leonardo Del Vecchio. Entrambi sono soci importanti del Leone di Trieste e il patron di EssiLux ha iniziato a rastrellare azioni di Piazzetta Cuccia fino ad arrivare ad esserne il primo azionista con il 13,3% (è autorizzato a salire fino al 20%). Ora Caltagirone lo raggiunge tra i soci dell’istituto milanese, dove oltre a Del Vecchio trova Mediolanum, con il 3,3% legato a un patto di consultazione sul 12,6% di Mediobanca di cui fanno parte i Benetton (2,2%), Fininvest (2%), Finpriv (1,6%), e quel che rimane dei piccoli soci privati italiani. E Vincent Bolloré con il 2,8%, ma la quota è in vendita.

Sulle partite più importanti che hanno coinvolto di recente le Generali (vedi il dossier Cattolica) Caltagirone e Del Vecchio hanno mostrato di avere un’unità di vedute, condivisa anche da altri azionisti privati come i Benetton. Ma allo stato non ci sarebbe un’asse su Piazzetta Cuccia. I due imprenditori potrebbero avere il comune obiettivo di incidere sulle scelte dell’anno prossimo, quando dovrà essere rinnovato il consiglio delle Generali. Sarà avviato un processo per costruire una lista unica del consiglio, sotto la regia del board in cui sono presenti tutti i grandi soci di Trieste, modificando così la prassi di governance che finora vedeva Piazzetta Cuccia proporre la lista di maggioranza. Mediobanca resta comunque un crocevia importante per gli equilibri del Leone.

Certamente l’ingresso di Caltagirone ha un valore segnaletico importante che induce a ragionare su uno scenario più ampio e su tempi più lunghi, tenendo presente che, come Del Vecchio, l’imprenditore romano non è tipo da «blitz» ma è un investitore paziente che, grazie alla liquidità di cui dispone, può prendere posizione su più tavoli e scegliere quando e dove muovere. E di liquidità ne ha molta. A dicembre Caltagirone ha venduto il 3,5% di Suez incassando 50 milioni di plusvalenza, che si sono andati ad aggiungere a oltre 1 miliardo di euro già disponibile. Liquidità che in parte sarebbe stata impiegata a Piazza Affari anche attraverso altri (piccoli) investimenti. Caltagirone tuttavia non è persona che in Borsa si muove solo nell’ottica della plusvalenza, che resta comunque una stella polare. Conta anche la possibilità di poter incidere nelle discussioni e nelle scelte delle società in cui investe.

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