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Calma apparente sui mercati finanziari

di Alberto Ronchetti

Le Borse europee, compresa Piazza Affari, hanno reagito ricomponendo – dopo la caduta dell'altro week-end – il quadro tecnico di breve-medio. Anche lo spread BTp-Bund si è sgonfiato, tornando sotto i 300 punti base (era quasi a 338 una settimana fa) e dando così l'impressione di un ritorno verso una "tesa" e rischiosa normalità.

Ma è proprio così? No, la cautela resta sempre d'obbligo. Forse la speculazione contro l'Italia si è presa anche una pausa, ma è difficile dire che sia finita. Anche perché, nei prossimi mesi, i motivi per scatenarsi al ribasso contro l'euro e anche contro il dollaro non mancheranno. Prima di tutto perché il peso dei disavanzi statali continuerà a pesare sui conti pubblici, sia in Europa che negli Stati Uniti, specialmente dopo le manovre di sostegno all'economia post-crisi 2007-2008 (e questo non è certo un problema che si risolve in pochi mesi).

Poi perché – anche ammettendo che l'insieme delle misure prese con l'ultima finanziaria italiana possa mettere una pezza alla crescita del nostro debito pubblico e favorire il raggiungimento dell'obiettivo europeo di pareggio dei bilanci correnti entro il 2014 – mancano sempre all'appello le risorse necessarie per finanziare il rilancio dell'economia.

Da questo fra l'altro, nascono le ipotesi di prelievi straordinari sulla ricchezza patrimoniale o sui redditi degli italiani. Ma questa è un'altra storia, che vedremo – se sarà il caso – più avanti nel tempo. Lo scenario generale dei mercati, questa è poi la sintesi, resta quindi molto incerto. In Italia, ma anche nel resto del mondo. Tutto ciò, in termini di raccomandazioni di investimento, obbliga evidentemente a una grande cautela. Anche perché, probabilmente, nei prossimi anni dovremo rivedere molte "sicurezze" che ci hanno accompagnato nella composizione dei portafogli di investimento dagli anni Ottanta in poi.

Per quanto riguarda le prossime settimane – tra fine luglio e inizio settembre – è meglio stare liquidi, a meno che si abbia consuetudine con il trading. Investendo il portafoglio prevalentemente in strumenti monetari e obbligazionari a brevissimo termine, se non addirittura tenendo solo il cash, con eventualmente qualche incursione – nel caso si pensi a una esplosione estiva dell'euro – sugli schatz (i biennali tedeschi) che rendono men che zero ma possono difendere in conto valutario.

Ma anche nei prossimi anni dovranno cambiare molte abitudini di investimento e comunque cautela dovrà essere la parola d'ordine in ogni scelta di impiego del denaro. Un recente studio di Société Generale – dedicato alle previsioni di investimento sui cicli lunghi, almeno 20-25 anni – sottolinea come nei prossimi decenni lo scenario di investimento sia destinato a cambiare radicalmente.

L'invecchiamento della popolazione con il restringimento della percentuale di chi si trova nel'età lavorativa (vedi grafico) implica ripercussioni non da poco anche nelle strategie di investimento. Tra il 1980 e il 2000-2005 – età di massimo guadagno per i babyboomers e di crescita complessiva del mondo e degli scambi globali – l'aumento della propensione al rischio ha provocato un costante aumento di prezzo degli strumenti finanziari e immobiliari.

Da qui al 2025-2030, invece, il mondo – almeno quello occidentale – dovrà fare i conti con l'invecchiamento della popolazione, il calo delle risorse disponibili e l'incremento delle spese statali per il welfare. Il dato demografico, in termini di propensione all'investimento, si traduce in un calo della propensione al rischio, con una preferenza per gli asset industriali, per gli asset fondiari e per le materie prime. I mercati azionari, quindi, nei prossimi anni non saranno particolarmente brillanti, perché mancherà la spinta generalizzata che può venire dall'investimento nel futuro delle giovani generazioni. Secondo lo studio di Société Générale, l'azionario trova la sola sua opportunità di vero guadagno – nell'era post-crisi e a rischio di grande volatilità – nell'equity emergente.

Tuttavia, a livello generale, serviranno molta pazienza e parecchi anni prima di vedere le Borse tornare su un buon sentiero di crescita. Dal punto di vista tecnico, secondo Société Générale, il trend globale delle Borse sarà probabilmente laterale in un ampio range (all'interno del quale il trader può mettere a segno anche cospicui guadagni) fin verso il 2018-2020. Poi partirà una nuova fase rialzista di lungo periodo, come quella che è stata vissuta fra il 1980 e il 2000.

 

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