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Calendario Ue contro l’evasione

Entro un anno la revisione della lista nera dei paradisi fiscali Ue. Al Parlamento europeo, durante il discorso di apertura sul rapporto della commissione Pana in merito ai recenti scandali di Panama e Paradise papers, Pierre Moscovici, il commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha presentato il calendario della Commissione europea contro l’evasione fiscale per il 2018. Un calendario con scadenze precise. Fra tre mesi inizierà l’esame dei regimi fiscali di quei paesi caraibici, che a causa dei disastrosi uragani, non sono stati soggetti al vaglio delle regole di trasparenza fiscale. In sei mesi si avvierà, invece, l’analisi dello stato dell’arte degli impegni di compliance presi dei paesi che sono stati inseriti nella lista grigia dei paradisi fiscali. Tra un anno, sarà necessario rivedere la lista nera, eliminando gli stati che hanno avviato i processi di riforma necessari e aggiungendo quelli che non hanno mantenuto la parola data. A questi interventi si accompagna, ricorda il commissario, «la necessità di definire in termini rapidi delle sanzioni dissuasive a livello nazionale» per i paesi inseriti nella lista nera. Il «name and shame sono un primo passo ma è necessario andare avanti» conclude Moscovici. Un altro passaggio fondamentale contro l’evasione è la pubblicazione della lista dei paesi «ad alto rischio di riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo». All’interno del discorso, si è ricordato come l’Unione europea abbia già intrapreso importanti passi nei due pilastri alla lotta dell’evasione fiscale: lo scambio di informazioni tra le amministrazioni e la trasparenza sui regimi fiscali applicati. Per quanto il primo aspetto, lo scambio automatico di informazioni è stato reso efficace attraverso l’apertura di più di 56 procedure d’infrazione nei confronti dei paesi su diversi aspetti di cooperazione, il rafforzamento degli strumenti antifrode Iva e il report sulle Unità di informazione finanziaria (Uif). Per quanto riguarda la trasparenza, invece, gli strumenti sono: la proposta di direttiva sugli intermediari finanziari che vuole mettere fine agli schemi di pianificazione fiscale aggressivi, e il report obbligatorio paese per paese.

Matteo Rizzi

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