Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Cassazione, cause veloci

L’aula della Camera ha approvato ieri, dopo una giornata di acceso dibattito, le norme del disegno di legge di conversione del decreto legge 168/2016 – Efficienza degli uffici giudiziari. Oggi ci saranno le dichiarazioni di voto e il voto finale. L’Anm, contraria alle norme di natura ordinamentale, ha chiesto di essere ricevuta dal premier Renzi e dal ministro Orlando prima dell’approvazione.

Il provvedimento riforma il giudizio di Cassazione, tramite la trattazione in camera di consiglio e la semplificazione del «filtro» di ammissibilità dei ricorsi; disciplina l’applicazione dei magistrati del Massimario ai collegi di legittimità; riduce i tempi di copertura dell’organico della magistratura ordinaria; prevede un maggiore periodo di permanenza del magistrato nella sede assegnata e riducendo i casi di assegnazione, comando o distacco del personale amministrativo presso altre pubbliche amministrazioni per assicurare la funzionalità degli uffici giudiziaria; assicura, attraverso disposizioni processuali sulla sinteticità degli atti, l’aumento dell’organico del personale amministrativo ,la conversione telematica e la istituzione dell’ufficio del processo, l’efficienza del processo amministrativo. Montecitorio ha votato e respinto 106 emendamenti (approvandone due in tema di giustizia amministrativa, molto discussi- si veda oltre) in un clima arroventato, con le opposizioni impegnate a contestare, oltre la scelta della decretazione d’urgenza per materie processuali e ordinamentali, anche il testo articolo per articolo e le decisioni della presidenza della Camera in merito alla inammissibilità degli emendamenti. Molto si è discusso della applicazione dei giudici del Massimario ai collegi di legittimità della Cassazione, che avverrà in via temporanea, e tantissimo dell’articolo 5 che dispone la proroga del pensionamento dei soli vertici della Cassazione e delle altre giurisdizioni superiori, che è valso al decreto l’appellativo di «ad personam». Qualche distinguo così è arrivato dallo stesso Pd: la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi aveva presentato un emendamento, respinto, per stemperarne l’impatto almeno dal punto di vista formale. A difesa dell’articolo sono intervenuti sia la presidente della commissione giustizia Donatella Ferranti che il relatore Ermini, per rivendicare al Parlamento l’autonomia di legiferare per assicurare il funzionamento della giurisdizione di legittimità, in relazione alla sua «peculiarità», nonostante il parere del Csm, che aveva messo in guardia sul rischio di ricorsi di incostituzionalità da parte degli altri magistrati. Il M5s ha contestato ieri un’altra norma «ad personam», che aumenta di due unità la composizione del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa: «Serve a nominare l’ex ministro Patroni Griffi e del presidente del Tar della Toscana Pozzi», ha denunciato la relatrice di minoranza Giulia Sarti, chiedendo al governo di smentire la conseguenza. L’Aula ha comunque approvato un emendamento che ha limitato tale integrazione «alle sedute del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa nelle quali possono essere adottate misure finalizzate ad assicurare la migliore funzionalità del processo amministrativo telematico partecipano, con diritto di voto in relazione all’adozione di tali misure».

Claudia Morelli

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa