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Calabrò: «Sparkasse sarà una delle banche più solide in Italia»

«Siamo arrivati al termine di un percorso di risanamento che dal 2015 ha cambiato volto a Sparkasse, rendendola più forte e autonoma. Nel 2022 avremo i benefici di una situazione patrimoniale in netto miglioramento che può prefigurare un free capital. In questo momento non abbiamo un progetto specifico, ma siamo alla finestra per valutare se si creeranno opportunità di mercato».

Nicola Calabrò guida la bolzanina Sparkasse dal 1° marzo 2015 e dopo i lunghi mesi del Covid prova a guardare avanti. «Il Covid — spiega — ci ha imposto un’accelerazione sul fronte della trasformazione digitale, ma operativamente è quasi come non ci fosse stato per la banca. E gli Npl, che sono il tema del momento, non sono per noi un problema, merito di un territorio imprenditorialmente sano e di una gestione attiva della nostra direzione Npe. Abbiamo realizzato una sola cessione importante, nel 2016, per 330 milioni di euro, il resto lo abbiamo interamente gestito all’interno e siamo riusciti a portare il livello dei crediti dubbi dal 23,8 per cento del 2015, circa 1,5 miliardi di euro, al 5,3 per cento lordo di oggi, con accantonamenti a coprire il 67 per cento delle posizioni. Questo significa che l’impatto netto è di circa l’1,8 per cento sul totale. Con il Credito Emiliano siamo le uniche due banche italiane con Npl al di sotto del 2 per cento».

Calabrò sottolinea l’importanza delle operazioni di pulizia effettuate perché l’asticella dell’Eba, l’autorità bancaria europea, è destinata ad alzarsi nel corso del 2022. In quel momento avere un rapporto di Npl al di sopra del 5 per cento lordo aumenterà il profilo di rischio della banca. «Noi abbiamo cercato di procedere con cautela, anche sul tema delle moratorie — dice il direttore generale di Sparkassse-Cassa di Risparmio di Bolzano — concedendo moratorie su 1,7 miliardi di euro di finanziamenti su un totale di 6,3 miliardi. Oltre il 70 per cento di queste dilazioni sono scadute tra marzo e aprile. Bene, al 31 marzo oltre il 90 per cento della clientela ha ripreso a pagare regolarmente e abbiamo motivo di credere che lo stesso sia accaduto con le scadenze di aprile. Siamo fiduciosi».

Il passo complementare è accordare una proroga (stage 2) che tecnicamente l’Eba considera l’anticamera al deterioramento del credito e che comporta, per l’istituto erogante, un accantonamento prudenziale e quindi un maggior costo. «Sono però ipotesi marginali — sottolinea Calabrò — che non credo impatteranno in maniera significativa sui conti dell’esercizio in corso». Impatto che invece è destinato ad avere la cosiddetta filiale virtuale.

«L’evoluzione della tecnologia è tale che si sono dovuti rivedere alcuni parametri. Quello dei costi in primis — sottolinea Calabrò — . Oggi infatti gli investimenti in tecnologia sono affrontabili anche dalle piccole e medie imprese bancarie, con risultati eccellenti. Noi, ad esempio, abbiamo delegato a un algoritmo la gestione di una parte del portafoglio assicurativo della nostra clientela e siamo convinti che entro il 2022 l’intera attività consulenziale passerà attraverso strumenti di analisi digitale».

Numeri alla mano, Sparkasse che è controllata per il 65 per cento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, in virtù di un emendamento alla legge di settore che prevede un esonero dalla cessione del controllo per le attività basate su regioni o province a statuto speciale, vede la quota restante in mano a 25 mila piccoli azionisti che hanno recentemente approvato un bilancio che evidenzia un utile netto consolidato di 30,3 milioni di euro e hanno deliberato la distribuzione di 8,4 milioni a titolo di dividendo. I tempi in cui il 25 per cento del capitale era in mano alla Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani e gli Npl viaggiavano a un quarto del totale dei crediti sembrano decisamente lontani.

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