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Cala l’utile Generali “Piano confermato ma mercato difficile”

«Confermiamo il piano e i target, ma dobbiamo lavorare molto perché le condizioni sono più difficili del maggio scorso, quando il piano era stato presentato ai mercati ». Una precisazione forte, da parte del direttore generale del Leone di Trieste, Alberto Minali, che tuttavia non è servita a contenere le perdite in Borsa (-3,97%) dopo i dati trimestrali.
Generali ha chiuso i primi tre mesi 2016 con un utile netto in calo del 13,8% a 588 milioni, leggermente sopra le stime degli analisti; giù anche il risultato operativo (-12,3%) mentre i premi totali sono scesi dell’1,1% a 20 miliardi (poco sotto le attese). La raccolta premi del segmento vita registra a sua volta un rallentamento (-1,3%) soprattutto per effetto delle unit linked (-15,4% la raccolta, rispetto al +24,6% di un anno fa). Il gruppo continua comunque ad avere una «posizione di capitale solida», con un Regulatory Solvency Ratio al 161% (in calo rispetto al 175% del 2015). La spiegazione, per i dati reddituali e per la raccolta delle unit, è la stessa: la forte volatilità dei mercati nei primi mesi dell’anno. «Condizioni avverse », le definisce la società, che hanno fatto realizzare minori plusvalenze sugli investimenti e che hanno spinto la clientela a tenersi un po’ alla larga dalle unit (che, da inizio anno, sono state ridisegnate per renderle meno dipendenti dalla volatilità dei mercati). Sempre la forte volatilità dei mercati ha comportato un minor contributo ai conti del Leone da parte di Banca Generali. La stessa partecipazione al fondo Atlante, con 150 milioni, è stata decisa perché Generali ha ritenuto «l’investimento importante per proteggere la nostra esposizione» alla volatilità e al possibile contagio delle difficoltà del settore bancario italiano.
Alla prima uscita dei conti dopo l’abbandono di Mario Greco (fuori dal 9 febbraio) Generali continua a puntare a «migliorare la remunerazione degli azionisti» nonostante la «fase complessa» e un contesto «particolarmente sfidante», ha detto Minali. Nel frattempo, il gruppo si organizza. Due giorni fa è stato cooptato (sarà operativo dal primo settembre) Frederic de Courtois. Al top manager, responsabile di Axa Italia dal 2007, sarà affidata la responsabilità della nuova funzione, la Global business lines & International.
Con il nuovo assetto organizzativo «non cambiamo il focus della strategia, ma la miglioriamo, perché saremo più veloci ed efficienti nella sua attuazione», ha spiegato l’amministratore delegato, Philippe Donnet, che ha aggiunto di non voler «restare country manager Italia per sempre».
Ieri infine sono stati resi noti anche i conti di Zurich (dove è approdato Greco) che si sono chiusi con un -28% dell’utile (sopra le stime degli analisti); in Borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 6,56%.

Vittoria Puledda

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