Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Cala lo spread in attesa di Atene

di Vittorio Carlini

Lo swap greco detta il ritmo alle Borse, soprattutto in Europa. Ieri con un occhio gli investitori hanno guardato ai grafici di mercato, con l'altro hanno vivisezionato il newflow sulla ristrutturazione del debito di Atene. Ad ogni notizia di ulteriore adesione allo swap, infatti, i listini hanno fatto un balzetto all'insù; per, al contrario, scendere di fronte ai rumor pessimisti. Alla fine il saldo di giornata, nel Vecchio continente, è stato debole: Francoforte (+0,57%), Parigi (+0,89%) e Londra (+0,44%) hanno chiuso in leggero rialzo. Migliore, invece, l'andamento di Piazza Affari (+1,11%), maglia rosa grazie soprattutto alla performance del settore bancario (+3,06%).
Lo spread «conta»
Il Ftse Mib, peraltro, si è mosso nella classica relazione inversa con lo spread BTp-Bund: più il differenziale saliva (è arrivato al massimo intraday di 336 punti base), maggiore era la perdita dell'indice milanese; più lo spread perdeva terreno e più il Ftse Mib rialzava la testa. Proprio il dato finale del differenziale, sceso a quota 316,7 contro i 329 di martedì, è una delle motivazioni della chiusura positiva di Piazza Affari. Un allentamento (fin qui) delle tensioni sul debito italiano confermato ieri anche da S&P. John Chambers, direttore della divisione dell'agenzia che si occupa di debiti sovrani, ha sottolineato che il Premier «Mario Monti ha fissato obiettivi ambiziosi e che l'Italia è ora in una buona situazione».
Già, la buona situazione. Ieri, in quel di Madrid l'aria era un po' differente. L'Ibex spagnolo, unico tra i principali listini europei, ha archiviato la seduta in leggero calo (-0,06%). L'effetto, evidentemente, è anche dell'andamento dello spread Bonos-Bund. Il differenziale è sì sceso, ma in maniera più contenuta di quello italiano: alle 18 ha chiuso a 332 punti base. Un movimento che, giocoforza, è stato conseguenza del maggiore yield del decennale iberico (5,1%) rispetto al BTp (4,96%).
Il nervosismo su Madrid
La performance di Madrid, peraltro giustificabile con il semplice riposizionamento degli istituzionali, è stata vissuta come l'ennesimo segnale di nervosismo sulla Spagna. Da inizio anno, peraltro, l'Ibex è l'unico indice europeo in ribasso (-4,72%). Una performance distante da quella, per esempio, del Dax tedesco che dal 2 gennaio è balzato del 13,1 per cento. Gli investitori, evidentemente, continuano a guardare alla Germania come il "porto sicuro". Così non stupisce più di tanto che, nell'asta di titoli di Stato tedeschi a 5 anni, ieri il rendimento sia sceso allo 0,79%, dallo 0,91% fatto segnare nel precedente collocamento di inizio febbraio. Lo yield più basso, ricorda Bloomberg, mai realizzato da un bond quinquennale di Berlino. «L'inequivocabile segnale – il leit motiv degli operatori – della forte avversione al rischio presente sul mercato». Un «fly to quality» che, però, fa sorgere la domanda: com'è possibile che salgano contemporaneamente le quotazioni di beni rifugio e di asset rischiosi quale l'equity? La risposta è semplice: a causa della liquidità.
La politica della Fed
N Non a caso, proprio ieri, Wall Street è cresciuta N su i rumor del nuovo Nallentamento quantitativo della Fed. Ben Bernan k Ne, secondo il Wsj, pensa a rinnovare lo shopping Nsui Treasury a lunga scandenza (in stile operazione Twist), ma riducendone l'effetto inflattivo. Come? È presto detto: la nuova liquidità sarebbe sterilizzata attraverso il riacquisto della medesima ad un costo N molto basso e per brevi periodi. È ovvio che, a fronte dell'ipotesi di altra "droga liquida" e del mantenimento dei tassi a zero, i listini sono saliti. Un po' quello che, da due mesi a questa parte, stanno facendo soprattutto le Borse europee grazie al "cash" prestato alle banche dalla Bce. Quella Banca centrale, peraltro, oggi si riunisce per decidere sui tassi. N
L'economia reale
Fin qui il mondo finanziario. Ieri, però, sono stati pubblicati anche dati sul fronte macro. Soprattutto negli Stati Uniti. In particolare N, c'è stata la stima Adp dei nuovi occupati Usa per l'industria privata: l'indicazione di 216 mila unità a febbraio è in linea con le attese. Un numero che, comunque, ha aiutato NWall S Ntreet : Nl'S&P500 ha chiuso in crescita (+ 0,69% N).
NO ggi N, però, gli occhi sono su Atene: ieri le adesioni allo swap erano al 58%. La soglia minima di garanzia del 75% non sembra lontana. Il mercato ci spera.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non deve essere stato facile occupare la poltrona più alta della Bce nell’anno della peggiore pes...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Prelios Innovations e Ibl Banca (società attiva nel settore dei finanziamenti tramite cessione del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pandemia ha spinto le famiglie italiane a risparmiare di più. E questo perchè il lockdown e le ...

Oggi sulla stampa