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Cala la tensione sui tribunalini

Alla fine il forte intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha definito scandalosa l’ipotesi di rinvio della nuova geografia giudiziaria sembra aver ammorbidito il fronte parlamentare. Tanto che i vertici delle commissioni Giustizia di Camera e Senato intervengono per fare presente che, alla fine, potrebbero bastare alcuni ritocchi per permettere di rispettare la scadenza di settembre. E il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha convocato per martedì prossimo, 18 giugno, un incontro con presidente e capigruppo per discutere il da farsi.
Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione Giustizia della Camera, spiega che «seppur vero che per ridare fiducia al nostro Paese abbiamo puntato anche sulla riforma della geografia giudiziaria, ogni decreto è sempre migliorabile. La riforma della geografia giudiziaria va fatta senza rinvii come sostiene il ministro, ma avendo circoscritto già una serie di criticità come i bacini di utenza, lo stato delle infrastrutture e i conseguenti investimenti, la presenza della criminalità organizzata, possiamo lavorare da subito ad alcune piccole correzioni».
E il suo “collega” a Palazzo Madama, Francesco Nitto Palma (Pdl), osserva che «la riforma dei tribunali deve partire: condivido in pieno le parole del ministro Cancellieri e del Presidente Napolitano». Al Senato, l’invito della Guardasigilli ha prodotto la messa in stand by di un documento che i capigruppo stavano preparando con tutti i punti critici contro la riforma delle circoscrizioni.
«Nel promuovere la riunione – aggiunge Palma – il ministro rileva la necessità di piccoli interventi correttivi rispetto al decreto legislativo e credo che responsabilità della politica sia quella di proporre al ministro i correttivi per far decollare la riforma il 13 settembre prossimo». Dove potrebbero andare a parare gli interventi lo anticipa Giacomo Caliendo (Pdl): «potrebbero essere interessati non più di 7/8 tribunali e 30 sezioni distaccati delle sone a rischio criminalità». Per esempio, fare sopravvivere Rossano Calabro e lasciare a Santa Maria Capua Vetere la competenza sui 19 comuni casalesi.
Ancora critici, invece, gli avvocati. Con l’Oua che dichiara di considerare «incomprensibili» gli interventi di Napolitano in materia.

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