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Cala il sipario sulla Cig Covid

Addio, «Cig Covid». Dopo 16 mesi d’ininterrotto servizio (è operativa dal 23 febbraio 2020), sta per essere riposta in soffitta la cassa integrazione specificatamente prevista per le aziende in crisi a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus. La deadline è fissata al 30 giugno: dal 1° luglio, i datori di lavoro ritorneranno alla Cig normale (quella «no-Covid»), ma comunque agevolata dall’esonero del versamento del contributo addizionale, secondo quanto previsto dal Sostegni-bis (decreto legge n. 73/2021).

L’ultima proroga. Operativa dal 23 febbraio 2020, come detto, la «Cig Covid» (assistita da una serie di deroghe, rispetto alla disciplina ordinaria) è stata oggetto dell’ultima proroga, la sesta, da parte del dl n. 41/2021, il c.d. «Sostegni», pubblicato nella G.U. n. 70/2021 e in vigore dal 23 marzo 2021.

Il decreto, in particolare, all’art. 8 ha rideterminato il numero massimo di settimane richiedibili dalle aziende che «sospendono o riducono l’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza da Covid-19» e differenziato l’arco temporale in cui è possibile collocarli.

Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo Covid). L’ultima proroga del Sostegni introduce un ulteriore periodo di 13 settimane, a disposizione di eventi riconducibili al Covid nel periodo dal 1° aprile al 30 giugno 2021.

Le 13 settimane si aggiungono alle 12 previste dalla legge Bilancio 2021, da collocare nel primo trimestre 2021.

Di conseguenza, in caso di ricorso alla Cigo Covid, i datori di lavoro hanno complessivamente a disposizione 25 settimane dal 1° gennaio al 30 giugno 2021, con questa articolazione:12 settimane dal 1° gennaio al 31 marzo 2021;ulteriori 13 settimane dal 1° aprile al 30 giugno 2021.

Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd Covid). Per effetto dell’ultima proroga del Sostegni, i datori di lavoro che ricorrono alla Cigd per le sospensioni o riduzioni attività conseguenti a eventi riconducibili al Covid, nel periodo dal 1° aprile al 31 dicembre 2021 possono richiedere i trattamenti di Cigd Covid per un massimo di 28 settimane.

Le 28 settimane si aggiungono alle 12 della legge Bilancio 2021 che si collocano nel primo semestre 2021. Poiché, il dl n. 41/2021 non prevede l’imputazione alle nuove 28 settimane dei periodi richiesti e autorizzati in precedenza, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° aprile 2021, ne deriva che il nuovo periodo (28 settimane) è da ritenersi aggiuntivo al precedente.

Di conseguenza i datori di lavoro hanno complessivamente 40 settimane di trattamenti dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021. Di questi, tuttavia, il periodo di 12 settimane introdotto dalla legge Bilancio 2021 va collocato entro e non oltre il 30 giugno 2021.

Assegno ordinario Fis o altri fondi di solidarietà (Aso Covid). Per effetto dell’ultima proroga del Sostegni, i datori di lavoro che rientrano nelle tutele del Fondo di integrazione salariale (Fis), dei Fondi di solidarietà bilaterali, per le sospensioni o riduzioni attività produttive conseguenti a eventi riconducibili al Covid, nel periodo dal 1° aprile al 31 dicembre 2021 possono richiedere trattamenti di Aso per massimo 28 settimane.

Le 28 settimane si aggiungono alle 12 della legge Bilancio 2021, che si collocano nel primo semestre 2021.

Poiché, in base al decreto-legge n. 41/2021 non è prevista l’imputazione alle nuove 28 settimane dei periodi di integrazione in precedenza richiesti e autorizzati, collocati, anche parzialmente, in periodi dal 1° aprile 2021 in avanti, ne deriva che il nuovo periodo (28 settimane) deve ritenersi aggiuntivo al precedente.

Di conseguenza i datori di lavoro hanno 40 settimane a disposizione dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021. Di queste, però, le 12 settimane della legge Bilancio 2021 vanno collocato entro il 30 giugno 2021.

Aziende in Cigs. Due i casi. Primo: aziende in Cigs (al 29 marzo) che hanno diritto alla Cigo Covid. Se costrette a sospendere il programma Cigs a causa del Covid, possono accedere alla Cigo Covid previa autorizzazione ministeriale (come nel passato). Secondo caso: aziende in Cigs che non hanno diritto alla Cigo Covid (ma alla Cigd Covid). In tal caso, l’Inps ha introdotto un nuovo principio: il «divieto di duplicazione degli ammortizzatori».

Ha precisato, infatti, che non autorizzerà più «periodi anche parzialmente coincidenti tra Cigs e Cigd». Il che sembra volere dire che, prima di richiedere la Cigd Covid, l’azienda deve portare a termine il periodo di Cigs.

Dal 1° luglio, Cig scontata (ma non Covid). I primi a tornare alla «normalità» (almeno per quanto riguarda la cassa integrazione) saranno i datori di lavoro destinatari della «Cigo».

Il ritorno, tuttavia, sarà in parte indolore: l’art. 40 del Sostegni-bis, infatti, in via transitoria e nel rispetto di un limite di 163,7 mln di euro per il 2021, ha previsto l’esonero dal «contributo addizionale».

Il beneficio concerne le domande presentate per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa compresi nel secondo semestre del 2021.

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