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Caixa: «L’offerta di Atlantia è amichevole e la valuteremo»

«L’offerta di Atlantia su Abertis è amichevole, abbiamo discusso a lungo con loro». Così un portavoce di Criteria Caixa, azionista forte del gruppo spagnolo con una quota del 22,2%, ha commentato con Il Sole 24 Ore l’Opas da 16,3 miliardi della holding italiana sul colosso iberico. Il portavoce ha quindi aggiunto: «Non vogliamo dire altro, ci prenderemo il nostro tempo per valutare la proposta, lo faremo senza fretta». Il che significa, hanno concluso dalla Caixa, che non ci saranno novità da parte dell’istituto prima di «tre o quattro settimane». È dunque questo il termine entro il quale il socio chiave scioglierà la riserva sull’offerta di Atlantia. Un responso che in qualche modo andrà certamente a influenzare in un senso o nell’altro l’esito dell’Opas. Proposta che, come detto, è stata oggetto di confronto tra le due parti ma sulla quale, ha voluto sottolineare ieri il ceo della holding italiana, Giovanni Castellucci, non c’è stato alcun «accordo scritto» anche perché, come prevede la legge, «in caso contrario sarebbe stato comunicato».
Intanto il titolo Abertis continua a viaggiare sotto il prezzo dell’Opas di 16,5 euro: ieri le azioni hanno archiviato le contrattazioni in discesa dello 0,31% a 16,3 euro. Segno che il mercato non sembra voler scommettere su possibili interferenze o revisioni dei termini economici. Di certo il dossier è su molti tavoli e le prossime settimane saranno cruciali per comprendere il destino della maxi offerta italiana. Tuttavia, trovare alternative finanziariamente sostenibili e industrialmente valide all’affondo di Atlantia appare impresa complessa. Un private equity o un grande investitore dovrebbe ricorrere a una leva importante che, sommata al debito già esistente di Abertis, renderebbe l’operazione troppo rischiosa. Tanto più che per abbattere l’esposizione si dovrebbe poi procedere a una sorta di spezzatino della compagnia. Sul piano strategico l’unica alternativa sarebbe invece una discesa in campo di Vinci ma non ci sono segnali in merito, tanto più che la sovrapposizione in Francia delle due realtà sarebbe tutta da valutare.
E così il titolo Atlantia, dopo il balzo della vigilia, ieri ha inanellato un’altra seduta in crescita terminando gli scambi in progresso dell’1,69% a 25,23 euro. E questo nonostante Standard & Poor’s abbia rivisto da stabile a negativo l’outlook sulla holding, complice naturalmente l’offerta su Abertis. Una mossa che lo stesso Giancarlo Guenzi, cfo del gruppo italiano, reputa «una naturale conseguenza dell’annuncio» dell’Opas. Una proposta che l’agenzia di rating ha definito «coerente» con la strategia di Atlantia di diversificare il business riducendo l’esposizione all’Italia e rendendo il gruppo più flessibile e più capace di contrastare shock legati a un paese specifico. La transazione è giudicata come «positiva» anche da una prospettiva operativa. Tuttavia, sarà inevitabile un aumento significativo dell’indebitamento. Rispetto a ciò, «l’impatto potenziale sul rating dipenderà dai livelli di adesione degli azionisti, dalla quota in azioni, e dalle future cessioni di asset o di aumento di capitale». Va ricordato che Atlantia ha previsto una soglia di adesione minima e massima all’offerta in carta: almeno il 10% del capitale e non oltre il 23,2%. In ragione di tutto ciò, il merito di credito è stato confermato a BBB+.

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