Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Cairo valuta un rialzo dell’Ops

Urbano Cairo potrebbe rivedere i contorni dell’Ops lanciata sul gruppo Rcs. Magari aprendo a una fusione tra il gruppo editoriale che controlla Il Corriere della Sera e la Cairo Communication, ipotesi finora non contemplata. O, forse, con il sostegno di un partner “finanziario”. È questa l’impressione del mercato nel giorno in cui l’offerta pubblica di acquisto su Rcs lanciata da Andrea Bonomi, Mediobanca, Diego Della Valle, Unipol e Pirelli a 0,70 euro in contanti ha sparigliato le carte sul destino del gruppo che controlla il Corriere della Sera, facendo volare le quotazioni del titolo Rcs.
Ma se la Borsa gioca al rialzo, nel caso di Urbano Cairo il classico lascia o raddoppia per ora non ha risposte certe. Anzi. Ieri, secondo quanto si apprende, ci sono stati contatti tra l’imprenditore piemontese e gli advisor Banca Imi e lo studio Erede per capire i contorni della nuova operazione targata Bonomi- Mediobanca. Ma tra oggi e domani gli attori coinvolti studieranno formalmente il dossier. Per poi decidere. «Fatemi valutare, guarderò, non ho potuto approfondire nei dettagli l’offerta di Bonomi e gli altri, e la voglio esaminare con più attenzione», ha dichiarato ieri Urbano Cairo a proposito della contro offerta su Rcs a margine di un incontro al Salone del Libro di Torino. « Non posso dire di vedere differenze pazzesche», ha aggiunto Cairo in merito alla contro opa, facendo notare che «alla fine l’offerta di Bonomi e degli altri azionisti storici di Rcs valuta l’azienda 360 milioni più un debito di 411 milioni – aggiunge -. Si arriva a 771 milioni, alla fine l’incremento rispetto alla mia è del 10%». «Rilanciare? La mia offerta è lì, è stata meditata a lungo, ragioneremo», ha proseguito, per poi affermare che «il mercato è sovrano: giudicherà le offerte».
I giochi, dunque, sono aperti. Anche se, almeno sulla carta, i margini di manovra sono comunque limitati. Intanto perché l’imprenditore piemontese, che come dichiarato vende (al mercato) e compra (con l’offerta carta contro carta) un “progetto industriale”, non ha formalmente risorse tali da poter uguagliare la contro opa cash. A meno che non contragga debito o sia affiancato da un partner finanziario che scommetta sul piano.
Se la strategia, invece, fosse comunque stand alone il mercato ipotizza due scenari migliorativi. Il primo vede un miglioramento secco del concambio, quanto basta per uguagliare la valorizzazione di 0,7 euro proposta da Bonomi & C, e offrire qualcosa in più. La proposta attuale prevede infatti 0,12 azioni Cairo Communication per ciascun titolo Rizzoli apportato. In virtù di questo, sulla base del valore dei due titoli del 7 aprile scorso, il corrispettivo riconosce una valorizzazione di circa 0,551 per ciascuna azione Rcs. Si potrebbe dunque arrivare a offrire fino a 0,15-0,16 titoli Cairo Communication.
Il secondo, invece, ipotizza l’aggiunta di una componente cash, che potrebbe teoricamente variare da 0,15 centesimi per azione a 0,17 centesimi.
In entrambi i casi, ad ogni modo, l’attesa è che cambino più in generale i contorni dell’operazione con l’imprenditore pronto ad alzare anche l’asticella del “rischio”. Il riferimento è alla fusione tra le due realtà, ovvero Rcs e Cairo Communication. L’attuale struttura dell’Ops di Cairo è infatti giudicata dagli addetti ai lavori come “atipica” . Non è infatti un’offerta carta contro carta che punta alla fusione tra Cairo Communication e il gruppo Rcs, bensì il pagamento con azioni di Cairo Communication che, a regime, diventerebbe azionista di controllo di Rcs. Se l’Ops ottenesse infatti un’adesione totalitaria Urbano Cairo controllerebbe col 43% la società da lui fondata che controllerebbe Rcs, ma le due società resterebbero separate. Se l’Ops fosse invece un’offerta di scambio classica con fusione, a conti fatti, la quota di Urbano Cairo nel gruppo integrato scenderebbe intorno al 30%, e la differenza sarebbe che Rcs riuscirebbe a migliorare in modo significativo il rapporto tra debito ed Ebitda. Questo grazie ai 110 milioni di euro di liquidità nelle casse di Cairo che porterebbero a conti fatti secondo gli analisti ad avere un multiplo 2016 net debt/Ebitda di 2,5 volte.

Marigia Mangano

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa