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Cairo e Bonomi parte il confronto tra le offerte Rcs Borsa alla finestra

Primo giorno di confronto in Borsa tra le due offerte pubbliche lanciate da Urbano Cairo e Andrea Bonomi su Rcs. Come ampiamente previsto, essendo ancora all’inizio della contesa, nessuna delle due ha raccolto adesioni importanti. Più interessante risulta l’analisi dell’andamento in Borsa dei titoli coinvolti. Il gruppo del Corriere ha perso ieri l’1,73% scendendo a 0,76 euro, segno che il mercato non crede a un grosso rilancio da parte di Bonomi che ha tempo fino a venerdì. La Cairo Communication, invece, è salita dello 0,6% a 4,33 euro portando il concambio implicito (0,16 azioni Cairo per ogni Rcs) a 0,69 euro. Forse l’editore alessandrino si aspettava qualcosa di più dopo il rilancio di venerdì scorso che incorporava anche nuovi target economici e finanziari per la sua casa editrice al 2018. Inoltre non sembrano essere stati recepiti bene anche gli altri elementi del pacchetto annunciati da Cairo, e cioè la possibilità di un aumento di capitale fino a 70 milioni e l’introduzione del voto maggiorato con l’assemblea del prossimo 18 luglio. In molti si sono interrogati quale sia il partner dietro le quinte che potrà scendere in campo attraverso l’aumento di capitale. In realtà sembra che Cairo abbia introdotto la possibilità dell’aumento con esclusione del diritto di opzione in primo luogo per sè, cioè per non farsi diluire nel caso si renda necessario un aumento da 200 milioni a valle nella Rcs. Una buona parte dell’esborso potrebbe essere coperto dai 108 milioni che la Cairo Communication ha oggi in pancia ma per avere maggiore flessibilità potrebbero servire altre risorse. E solo in quell’eventualità al fianco di Cairo potrebbero entrare uno o due soci con quote del 2-3% a testa. Dunque l’idea di un partner dalle spalle larghe che la faccia da padrone pare al momento inverosimile anche perchè Cairo non sembra aver già individuato i futuri potenziali soci.
Il voto maggiorato può servire invece a perpetuare la non contendibilità del titolo Cairo ma solo a particolari condizioni. Intanto verrà assegnato a quei soci che manterranno in portafoglio le azioni per i prossimi due anni, e dunque è una possibilità aperta a tutti gli azionisti. Se tutti gli attuali soci non vendessero le azioni nei prossimi due anni la manovra diventerebbe neutrale. E poi Cairo dovrà stare attento a usare questo strumento poichè per legge non può salire nel capitale di oltre il 5% all’anno, pena il dover rilanciare un’Opa. E il voto maggiorato è valido ai fini del superamento delle soglie sensibili.
Qualcosa di più, comunque, si saprà domani quando verrà depositato il supplemento del prospetto di Cairo a cui il cda Rcs replicherà commentando le novità ivi contenute. Poi, spazio ai rilanci che potranno arrivare fino all’8 luglio prossimo.

Giovanni Pons

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