Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tra Cairo e Bonomi divergenze su prezzo e offerta prevalente

L’editore: «Chi mi segue può raddoppiare il valore da qui al 2018» Il finanziere: «Il management sta facendo bene, non si cambia»
Le due offerte per la conquista di Rcs non sono misurabili con lo stesso metro. L’una, l’Opa di Andrea Bonomi con Diego Della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli (che hanno già in mano il 22,6%), propone ai soci Rcs di vendere le azioni a 1 euro, poco o tanto che sia è il doppio rispetto a tre mesi fa. L’altra, l’Opas di Cairo Communication propone invece di restare esposti su Rcs a fianco dell’editore Urbano Cairo nella sua società che, se l’offerta avrà successo, avrà il controllo di Rcs.
Se 1 euro è 1 euro, su quanto vale il corrispettivo dell’Opas si è aperta una diatriba. Cairo ha rilanciato offrendo 0,18 azioni di Cairo Communication più 25 centesimi cash per ogni azione Rcs consegnata all’offerta. Venerdì il prezzo di Borsa era di 4,39 euro per azione (4,38 euro l’ultimo prezzo). Allora il corrispettivo è di 1,0402 euro (4,39 euro x 0,18 + 0,25 euro, ndr) come scritto nel comunicato del rilancio arrivato nella tarda serata di venerdì? Andrea Bonomi sostiene di no. «A mio parere – sostiene il patron di Investindustrial – l’effettiva valorizzazione dell’offerta di Cairo dovrebbe tenere conto dell’indebitamento che Cairo Communication dovrà assumere per poter pagare agli azionisti Rcs la componente in contanti dell’offerta, pari a 0,25 euro per ogni azione Rcs. Nell’ipotesi di adesione al 100% da parte degli azionisti Rcs all’Opas Cairo, il debito aggiuntivo sarebbe di 130 milioni di euro che, in termini di valore, comporterebbe una riduzione teorica del corrispettivo dell’Opas Cairo di 0,14 euro per azione Rcs». Vale a dire, sulla base dei prezzi di Borsa di venerdì sera: 1,0402 euro – 0,14 euro = 0,90 euro. Non è dello stesso parere Urbano Cairo che ha inviato a «Il Sole-24Ore» una lettera con «richiesta di pubblicazione immediata» contestando l’articolo pubblicato su «Il Sole-24 Ore» a firma Antonella Olivieri che recepisce il calcolo di Andrea Bonomi. Nell’articolo – evidenzia Urbano Cairo – «si sostiene che l’utilizzo della cassa di Cairo Communication per far fronte alla componente in denaro (0,25 centesimi di euro) aggiunta nell’ultimo e definitivo rilancio, ridurrebbe il valore delle azioni Cairo Communication offerte in scambi delle azioni Rcs». Secondo Urbano Cairo «questa tesi è però sbagliata a contraria al principio cosiddetto della partita doppia, principio cardine della contabilità e della redazione dei bilanci societari». «Infatti – conclude la lettera – la componente in denaro dell’Offerta pubblica di acquisto e di scambio non influisce sul valore delle azioni di Cairo Communication perchè, a fronte dell’uscita di cassa, la società acquisisce tra le proprie attività un pari valore di azioni Rcs Mediagroup».
Le divergenze non si fermano qui. Ci sono pareri opposti tra le due parti in contesa anche sugli effetti di quella che risulterà essere l’Opa prevalente. Tema che, a quanto risulta, è stato sollevato dai legali delle due parti, che hanno interpellato la Consob per un chiarimento. La Consob non si esprimerà prima del 18 luglio, a bocce ferme, quando cioè si conoscerà l’esito delle due offerte che terminano venerdì. Secondo i legali dalla parte dell’Opas Cairo l’offerta prevalente – quella che raccoglie più adesioni – fa automaticamente decadere l’altra. Cioè gli aderenti all’offerta soccombente possono girare le loro azioni all’offerta vincente, ma, secondo i legali dell’Opas – a quanto riferito dai consulenti di comunicazione – l’offerta che perde non può discrezionalmene ritirare le azioni che gli aderenti non girassero all’altra neanche se viene raggiunta la soglia minima (la cui accettazione è comunque discrezionale) che è del 30% per l’Opa Bonomi e del 35% per l’Opas Cairo. Dalla parte dell’Opa Bonomi, invece, quest’ultimo punto è ritenuto controverso, ma per questo si attende la pronuncia della Consob.
Ancora non finisce qui. In un’intervista all’agenzia Reuters Urbano Cairo ha sottolineato: «Il mio piano ipotizza per Rcs un Ebitda al 2018 di 170 milioni. Con un multiplo di mercato di 7 volte si va a 1,2 miliardi. Se Cairo Communication arrivasse al 60% di Rcs, acquisirebbe un valore della partecipazione di circa 800 milioni. Io spenderei per l’Opas (con una vittoria al 60%) 320 milioni. C’è un valore aggiuntivo di circa 400 milioni che, diviso per tutte le azioni Cairo Communication (comprese quelle di nuova emissione) significherebbe 3,5 euro in più per ogni titolo Cairo, di fatto raddoppierebbe quasi il suo valore», sottolineando che, per contro, chi consegna all’Opa concorrente prende 1 euro e esce dall’investimento.
Andrea Bonomi, in una conference call da New York con alcune testate gioranlistiche, ha da parte sua sottolineato che il management di Rcs «sta facendo bene», pur in un contesto difficile, e che se l’Opa prevarrà «non ci sono ragioni di cambiare il management» per quanto riguarda i soci della cordata. Al consiglio dovrebbero invece essere apportati cambiamenti coerenti col nuovo assetto. Sulla fusione con Rcs ipotizzata da Cairo Communication nel giro di 12-24 mesi, Bonomi ha osservato che «è quasi impossibile, visto che gli azionisti attuali (i soci della cordata che hanno il 22,6%, ndr) hanno detto che non vogliono scambiare azioni». Bonomi ha anche confermato che tempo fa era stato contattato sia da Exor sia da Intesa con «una proposta di minoranza», che in sostanza contemplava un’ipotesi di condominio «non coerente col dna di Investindustrial». Nella cordata attuale, invece, tutti i soci sono alla pari, mentre il gruppo di Bonomi sarà in maggioranza, ma senza velleità di controllo perchè questo potrebbe essere «un ostacolo alla crescita».

Antonella Olivieri

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa