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Caio: «Prospetto in Consob entro inizio agosto»

Ci sono anche fondi sovrani di varie aree geografiche, oltre a fondi pensione e fondi di investimento angloasassoni tra gli investitori che l’ad di Poste, Francesco Caio, sta incontrando in questi a Londra per una prima presentazione dell’azienda in vista della quotazione in programma per ottobre-novembre. «L’Ipo è assolutamente confermata per quest’anno – spiega l’ad al Sole24Ore -. Il deposito del prospetto in Consob è ipotizzabile per fine luglio/inizio agosto, secondo la tabella di marcia cui stiamo lavorando assieme all’azionista ministro dell’Economia». Il manager annuncia anche una presentazione ufficiale di Poste Italia e del suo piano industriale alla comunità finanziaria, sempre a Londra, per la seconda metà di luglio. 
E mentre il management è impegnato nell’«anchor marketing» all’estero, dall’Italia arriva la notizia positiva del via libera dell’Authority per le comunicazioni al piano di riassetto dei recapiti: passa la consegna a giorni alterni sul 25% del territorio nazionale, seppure con fasi di implementazione spalmate tra il 2015 e il 2017, e l’incremento delle tariffe, in particolare per la posta ordinaria che viene reitrodotta al prezzo di 0,95 euro.
Caio ha chiuso la prima giornata di incontri (che continueranno anche oggi) con il riscontro positivo di un forte interesse del mercato.
«L’interesse degli investitori c’è, sicuramente per il paese, per il processo di cambiamento in corso in Italia e per Poste e la sua privatizzazione come parte di un processo più ampio di riforme strutturali – spiega il manager -. Un’attenzione particolare è stata riscontrata per il piano industriale di trasformazione del gruppo». Il senso degli incontri di questi giorni che, come sottolinea l’ad, hanno «una natura estremamente preliminare», è quello di rendere gli investitori più consapevoli e più aggiornati sul profilo industriale dell’azienda che negli ultimi mesi ha subito notevoli cambiamenti.
«La parte che suscita interesse – continua – è la dimensione su larga scala dei vari di business del gruppo, del posizionamento sul mercato per le famiglie, per le imprese, per la pubblica amministrazione a 360 gradi. E il fatto che stiamo proiettando l’azienda sull’evoluzione che interessa questi mercati, come ad esempio la crescita del risparmio gestito». Proprio ieri è stato perferzionato l’accordo per la cessione del 10% di Anima sgr da Mps a Poste. Quali sono i tempi per un accordo sui prodotti di investimento su misura per i clienti di Poste?
«Siamo in contatto con un certo numero di gestori – chiosa Caio-. L’accordo azionario non implica un’esclusiva con Anima sgr. Stiamo lavorando a un accordo commerciale con la società e probabilmente entro la seconda metà dell’anno potremmo perfezionarlo».
Il manager non si sbilancia sull’identità degli investitori incontrati. «Ci sono fondi di investimento, fondi sovrani, fondi pensione – continua -. Per noi è importante capire a cosa sono più interessate le varie categorie di investitori: se alla storia di crescita oppure al rendimento e quindi alla politica dei dividendi. Se guardano al processo di privatizzazione oppure se preferiscono entrare in una fase successiva». Cosa avete detto a proposito della futura politica dei dividendi? «In questa fase non possiamo entrare in questi dettagli – spiega Caio -. Certo è che la capacità generare cassa è un elemento che dovrà caratterizzare la nostra impresa».
Entrando nel dettaglio delle delibere approvate ieri dall’Agcom (con il voto contrario di Antonio Preto), è stato stabilito che il recapito a giorni alterni partirà in tre fasi successive, avviate il primo ottobre 2015 (coinvolgendo all’inizio 0,6% della popolazione), poi il primo aprile 2016 e l’ultima dal febbraio 2017. «Dopo la prima fase, nel caso si verifichino criticità – si spiega in una nota – l’Autorità può intervenire inibendo l’ulteriore prosecuzione del recapito a giorni alterni o stabilendo particolari condizioni volte a salvaguardare la regolarità del servizio o la realizzazione degli obiettivi previsti di contenimento dei costi». Un tavolo presso il Ministero per lo sviluppo economico verrà convocato per tenere conto delle esigenze della Fieg sulle ricadute per la consegna dei giornali: Poste è chiamata a fare una proposta migliorativa che verrà discussa in quella sede. Quanto alle tariffe, l’Autorità fa un parziale passo indietro: prima di avviare la consultazione aveva ridotto il prezzo per la posta ordinaria a 0,8 euro fino al 2016; ora la tariffa parte da 0,95 euro da ottobre 2015. La tariffa per la prioritaria (presumibilmente 3 euro) sarà stabilita da Poste. I provvedimenti verranno ora mandati a Bruxelles, che da mesi ha puntato il faro sugli ampi margini in Italia per la consegna a giorni alterni rispetto alla media europea.

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