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Caduta dei prestiti a imprese e famiglie anche in aprile

Aprile. Un altro mese nero per le richieste di finanziamento da parte delle famiglie e delle imprese. Il mese è stato archiviato con tre segni negativi. Sono quelli delle domande di prestiti delle famiglie, in flessione del 3%, quelle dei mutui per la casa con un -9% mentre i finanziamenti richiesti dalle imprese segnano un -1 per cento. È quanto rivela il sistema d’informazioni creditizie di Crif che raccoglie i dati di oltre 78 milioni di posizioni.
«Questa debole dinamica descrive in modo inequivocabile l’atteggiamento estremamente cauto da parte delle famiglie – spiega Simone Capecchi, direttore sales & marketing di Crif -. Le famiglie sono alle prese con la fragilità del mercato del lavoro, la riduzione dei redditi disponibili e la conseguente preoccupazione riguardo la capacità di far fronte agli impegni finanziari».
Nel dettaglio i prestiti finalizzati, legati all’acquisto di beni durevoli, mostrano pesanti cali. I primi due mesi dell’anno avevano invece visto un piccolo segnale positivo. C’è stato un leggero incremento delle domande di prestito delle famiglie ma nel complesso il primo quadrimestre non evidenzia variazioni rispetto lo stesso periodo del 2012. Confrontando il trend odierno con quello precrisi, al 2009, il calo arriva al 16 per cento.
Per quanto riguarda l’importo richiesto dalle famiglie, lo scorso mese si è arrivati, in media, a circa 7.700 euro. Nel caso dei prestiti finalizzati la cifra è stata di circa 4.600 euro mentre per quelli personali sono stati superati di poco i 11.100 euro. Quella dei 10mila euro può rappresentare per molte famiglie una soglia difficile da superare perché molti istituti chiedono ulteriori garanzie come, per esempio, una fideiussione o un pegno.
Nel caso dei mutui i tre quarti delle richieste si concentrano nelle fasce più basse, fino a 150mila euro, degli importi. Ad aprile la media è di circa 128mila euro, in calo rispetto ai 132mila rilevati lo scorso anno. In questa fascia si concentra quasi il 30% delle domande. Per la durata viene preferito, quasi in un caso su tre, un orizzonte medio-lungo tra i 25 e i 30 anni. «Una parte importante della flessione è legata al venir meno dei mutui di sostituzione – spiega Umberto Filotto ordinario nell’Università di Roma Tor Vergata e docente senior di Banking alla Sda Bocconi -. Anche se i tassi sono al minimo gli spread applicati sono elevati per il maggior rischio dell’economia italiana». Le nuove condizioni del mercato del credito hanno inoltre reso non più convenienti le operazioni di surroga «che negli anni scorsi avevano sostenuto il mercato» evidenzia Capecchi.
Gelata anche delle domande che arrivano dalle imprese, che per quasi tutto il 2012 avevano confermato un andamento in terreno positivo. Ad essere in difficoltà sono soprattutto le ditte individuali mentre per le società ad aprile il trend è in terreno positivo. Invece sono su livelli modesti gli importi richiesti: in media si attestano sui 63mila euro, ma ben un terzo delle richieste è inferiore ai 5mila euro. Nel dettaglio la domanda media delle ditte individuali è intorno ai 31mila euro mentre le società si attestano sugli 85mila euro. «L’esigenza prevalente da parte delle imprese è riconducibile più al sostegno all’attività corrente che al finanziamento di nuove iniziative e investimenti» sottolinea Capecchi.
Il credito negato diventa così un altro freno allo sviluppo. «Gli ultimi due anni sono stati disastrosi – incalza Franco Manna, presidente del Gruppo Sebeto, ristoranti con le insegne Rossopomodoro, Anema&cozze, Rossosapore e Ham holy burger –. La mancanza di risorse ha tagliato le possibilità di crescita ai nostri potenziali affiliati in franchising intenzionati ad aprire nuovi locali».
Per sbloccare la situazione stanno per prendere il via iniziative volte a migliorare il confronto tra imprese e banche. È il caso dello sportello “Sos impresa” che sarà attivato nei prossimi giorni dall’Unione industriali di Napoli. «L’imprenditore indicherà gli istituti di credito e l’Associazione organizzerà incontri ad hoc per affrontare i problemi e le criticità che non si riescono a risolvere nei modi tradizionali» dice Paolo Minucci Bencivenga, presidente Gruppo piccola industria dell’Unione con delega al credito. Un aiuto in più per agevolare il riavvio dell’economia.

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