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Caccia all’evasore globetrotter

Un ramificato meccanismo di evasione fiscale internazionale, che favorisce la creazione di «provviste di denaro in nero». Un «sistema» che sfrutta le falle di Convenzioni e Trattati per far sparire nel nulla capitali milionari di persone fisiche e giuridiche.
Metodi innovativi
Si tratta di «molteplici e diversificati schemi» ricostruiti nel nuovo “Manuale antifrodi” della Guardia di finanza (Direttiva n. 1 del 2018), che ora dà nuove regole per l’aggressione di quel denaro di cui si perde traccia grazie a un diversificato gioco di società costituite in più Paesi, che sfruttano le normative internazionali per evadere o eludere il Fisco. Si va dal “treaty shopping” al “directive” e “rule”: sono i metodi individuati per sottrarre denaro alle casse dello Stato.
L’abuso delle Convenzioni
In particolare, il “treaty” è il sistema «mediante il quale – si legge nella direttiva – si tende a sfruttare indebitamente un certo regime vantaggioso contenuto in una o più convenzioni contro le doppie imposizioni, soprattutto attraverso l’artificiosa localizzazione di una struttura economica in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione». Il “directive” si «realizza quando un’entità residente in uno Stato non appartenente all’Ue interpone in uno Stato membro (…) un’altra entità, allo scopo di beneficiare, indebitamente, del regime fiscale previsto dalla disciplina dell’Unione Europea». Infine c’è il “rule”: la ricerca «all’interno di una Convenzione internazionale, della disposizione che comporta il minor prelievo fiscale».
La direttiva del Comando generale, in vigore dal 1 ° gennaio 2018, non si limita a definire i meccanismi più in voga nell’evasione internazionale, ma prova anche a tracciare il profilo dell’evasore, sia esso persona fisica o giuridica. E per ognuno dei due fornisce le linee guida per aggredire, dove è possibile, i beni sottratti a tassazione.
Le persone giuridiche
In primo piano ci sono gli amministratori «schermo». Si tratta di personaggi adeguatamente pagati per far apparire al Fisco italiano che una determinata società è, in realtà, domiciliata in un altro Stato. Un uso di fiduciarie che può essere scoperto attraverso alcuni accorgimenti illustrati dalla direttiva: il luogo di «gestione dei conti correnti» della società, quello effettivo in cui sono «stipulati i contratti», dove avviene sia «la predisposizione e formazione dei documenti, contabili o d’altra natura», sia gli «investimenti di breve periodo, nonché alle attività di cashpooling», ossia tutte le risorse finanziarie in entrata e uscita. Un accertamento che riguarda anche i singoli componenti dei Cda e le corrispondenze, comprese quelle via internet.
Le persone fisiche
Per le persone fisiche la caccia è sempre quella alle residenze fittizie all’estero. L’analisi riguarderà «la disponibilità di un’abitazione permanente e la presenza della famiglia» e «l’accreditamento dei propri proventi». Nel mirino anche le «spese alberghiere». L’indagine potrà essere svolta utilizzando carta stampata e siti internet. Sotto la lente ci sarà la «frequenza dei figli presso istituti scolastici», il pagamento «di fatture e ricevute di erogazioni», nonché la reale mancanza in Italia di «rapporti economici, politici, sociali, culturali e ricreativi».

Ivan Cimmarusti

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