Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Caccia ai furbetti delle Onlus

di Elio Silva

Lo studio veterinario di Crema camuffato da associazione di volontariato, che riceveva donazioni a tariffario per le cure e gli interventi sugli animali domestici assistiti. La Onlus lombarda costituita per portare aiuto ai bambini dei Paesi poveri, che però inviava i proventi a due associazioni con sede negli Stati Uniti, dedite ad attività commerciale. L'organizzazione non profit di Putignano (Bari) che raccoglieva abiti usati per poi rivenderli in mercatini rionali di altre zone del Sud. Le cronache degli ultimi mesi, come purtroppo avviene da anni, si affollano di episodi di false Onlus: sono i "furbetti del bene comune", che tradiscono la fiducia dei benefattori e danneggiano la collettività rendendosi responsabili di evasione fiscale, appropriazione indebita o vere e proprie frodi.
Il contrasto a questi fenomeni è sensibilmente cresciuto nel tempo, grazie sia all'attività dell'agenzia delle Entrate, sia alle verifiche della Guardia di Finanza. Si tratta, d'altra parte, di violazioni particolarmente odiose ai danni di un comparto, il Terzo settore, che come ha recentemente sottolineato il direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera «assume oggi per l'Amministrazione pubblica una rilevanza ancora maggiore rispetto al passato».
Le armi per i controlli sono state via via affinate: il data base realizzato con il modello Eas (la comunicazione degli elementi rilevanti ai fini fiscali, prevista dall'articolo 30 del Dl n.185/2008 e trasmessa da oltre 265mila enti associativi) offre una ricca dote di informazioni, che vanno ad aggiungersi a quelle già disponibili attraverso gli statuti e le scritture contabili. Così il Fisco prepara il salto di qualità negli accertamenti: dopo aver inserito gli enti associativi e le Onlus tra gli ambiti prioritari nel piano dei controlli 2011, l'agenzia delle Entrate si accinge a confermare l'impulso anche nell'analoga direttiva per il 2012, di prossima emanazione. L'anno scorso un'attenzione specifica era stata dedicata alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali o provinciali, alle cooperative e, tra le associazioni che operano nel settore agricolo, agli agriturismi. Tipologie che, con tutta probabilità, resteranno sotto la lente anche in futuro.
Ma come avvengono i controlli? La base investigativa è rappresentata dalla verifica degli statuti, che determinano l'iscrizione degli enti all'Anagrafe delle Onlus e, dunque, danno diritto alle agevolazioni tributarie. Un ulteriore focus può riguardare, nel caso delle associazioni di volontariato, le entrate di natura commerciale che potrebbero eccedere il requisito della marginalità. Successivamente, qualora emergano dubbi, può scattare la collaborazione con altre Amministrazioni o enti di controllo, per accertare la natura delle attività realmente svolte. Un ruolo importante è stato fin qui giocato anche dalle istruttorie dell'Agenzia per il Terzo settore.
L'incrocio dei risultati ottenuti con gli accertamenti fin qui condotti ha permesso anche di costruire una "mappa" delle modalità di evasione più frequenti a seconda della tipologia degli enti. A proposito dei falsi circoli, ossia associazioni di carattere ricreativo-culturale che, in realtà, potrebbero nascondere attività commerciali, si è riscontrato per esempio che la base gestionale può essere accentrata in mani uniche, a dispetto del principio di democraticità; che l'organizzazione di spettacoli o corsi a pagamento può diventare il reale scopo societario e perfino che gli avanzi di gestione possono sparire da un rendiconto al successivo, lasciando presumere una distribuzione occulta.
Nel caso delle palestre "travestite" da organizzazioni senza scopi di lucro, invece, la violazione più comune è quella per cui l'associato viene trasformato in un vero e proprio cliente, che paga quote differenziate per le diverse attività e in base ai periodi di iscrizione. Per non parlare delle attività connesse, ad esempio la ristorazione, che talvolta assumono un rilievo ben più che marginale.
Un capitolo a parte merita il mondo delle associazioni sportive dilettantistiche, fortemente radicato sul territorio nazionale e fondamentale per il contributo alla coesione sociale, ma che, secondo le autorità fiscali, può risultare esposto a rilevanti fenomeni di evasione. I punti deboli sarebbero soprattutto due: la possibilità di gestione da parte di un numero ristretto di soci, a negazione del principio di democraticità che dovrebbe essere invece garantito, e l'eventuale creazione di schermi associativi come, per esempio, contratti di affitto del ramo d'azienda da parte della società commerciale proprietaria delle strutture a favore dell'associazione sportiva, con imputazione dei costi alla società commerciale (i cui ricavi possono limitarsi a un modesto canone di locazione) e iscrizione dei ricavi all'associazione.
Va aggiunto che, accanto alla linea dura dei controlli, il fisco continua a seguire anche la strada del dialogo, attraverso i tavoli tecnici con le rappresentanze del Terzo settore, da tempo istituiti sia a livello nazionale, sia su scala regionale. Su questo fronte, però, lo stop imposto all'Agenzia per le Onlus potrebbe, ora, determinare una battuta d'arresto.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa