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Caccia ai finti ristori: Gdf e gli 007 del Fisco arruolano Serpico

Scambio di dati “massivo” tra Guardia di Finanza e agenzia delle Entrate per stanare le frodi sui contributi a fondo perduto. E per facilitare una consultazione puntuale delle informazioni acquisite nelle banche dati del Fisco scende in campo «Serpico profilato»: un applicativo che consente agli 007 del Fisco e agli operatori delle Fiamme Gialle di consultare gli esiti delle istanze di accesso al fondo perduto incrociando le informazioni acquisite con i dati Iva forniti dal portale “Fatture e Corrispettivi”.

Proprio mentre il Governo amplia la platea dei ristori con l’emanazione del quarto decreto dedicato alla saga dei bonus a fondo perduto per gli autonomi (professionisti sempre esclusi), la Guardia di Finanza fornisce ai reparti nuove istruzioni operative e all’indomani della formalizzazione ufficiale (19 novembre scorso) del protocollo di intesa sottoscritto con il direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, per lo scambio di dati e informazioni sulle domande di erogazione dei ristori e di altre forme di aiuti previsti dai decreti anti-Covid 19.

Come spiegano dal Comando generale questo scambio massivo di dati saranno utilizzati anche dal Nucleo speciale Spesa pubblica e repressione frodi comunitarie per elaborare attività mirate, con analisi di rischio mirate così da consentire ai reparti territoriali di andare a colpo sicuro e contestare illecite fruizioni dei bonus pagati dallo Stato.

Fulcro dell’attività incrociata di analisi di rischio e di repressione di possibili frodi, per altro già avviata con la prima tornata di aiuti erogati dall’estate scorsa e che ha obbligato Ruffini a bloccare bonifici per 240 milioni, è il data base che Fiamme Gialle e agenzia delle Entrate potranno condividere. Oltre ai dati anagrafici e fiscali del richiedente, saranno passate al setaccio le liquidazioni periodiche dell’Iva del II trimestre 2019, la dichiarazione Iva 2020, le fatture elettroniche di aprile 2019 (mese perso a base di calcolo per misurare la perdita che da diritto ai ristori), le fatture elettroniche di aprile 2020 e i corrispettivi, sempre del mese di aprile, sia 2019 che 2020.

Una volta effettuati i controlli, che ricordiamo potranno essere di coerenza sui dati presenti in Anagrafe tributaria e quelli indicati nella domanda, o preventivi per scongiurare tentativi di infiltrazioni criminali, nonché successivi, i reparti della GdF dovranno compilare processi verbali di constatazione nel caso in cui il contributo non spettante sia sotto la soglia dei 4mila euro (3.999,96 euro) e inoltrarli alle Entrate. Gli estremi del Pvc dovranno essere notificati nei 90 giorni dall’accertamento ai residenti e in 360 giorni ai contribuenti oltre confine. Il trasgressore, ricorda ancora la circolare della GdF, può estinguere gli illeciti con il pagamento di un terzo del massimo della sanzione prevista per ogni singola violazione o, se più favorevole, al doppio del minimo della sanzione edittale entro 60 giorni dalla data di contestazione o notificazione della violazione. In caso di mancata definizione i reparti dovranno comunque inviare al Prefetto un apposito rapporto per l’adozione di un’ordinanza conclusiva che potrà essere di archiviazione o di ingiunzione.

Per gli indebiti ristori superiori ai 3.999,96 euro scatterà invece la segnalazione all’autorità giudiziaria oltre alla sanzione amministrativa per illecito penalmente rilevante.

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