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Caccia agli sconti sulle sanzioni

Chiedere l’applicazione di sanzioni più favorevoli in base al principio del favor rei. È la possibilità che si apre con la nuova decorrenza della riforma del sistema sanzionatorio amministrativo tributario (Dlgs 158/2015), originariamente prevista al 1° gennaio 2017, ma anticipata dalla legge di Stabilità (legge 208/2015) al 1° gennaio 2016 e, soprattutto delle nuove sanzioni, in alcuni casi alleggerite rispetto al passato. È opportuno, dunque, sapere in quali casi sia possibile invocare l’applicazione del principio del favor rei. Sempreché, ovviamente, gli atti con cui sono state irrogate le sanzioni prima del 1° gennaio 2016, secondo le disposizioni precedenti, non siano ancora divenuti definitivi.
L’istanza di autotutela
Una prima possibilità offerta al contribuente è quella di presentare, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, un’istanza di autotutela, per chiedere all’ufficio l’applicazione della sanzione più favorevole, in virtù dell’articolo 3 del Dlgs 472/1997. Non è escluso, infatti, che in questo caso l’ufficio ridetermini le nuove sanzioni, notificando al contribuente un atto di autotutela parziale. Tuttavia, vanno date due avvertenze:
la presentazione dell’istanza non sospende il termine per impugnare l’atto;
se l’ufficio accogliesse la richiesta in autotutela, il contribuente potrebbe comunque ritenere opportuno accettare l’atto impositivo mediante acquiescenza, rinunciando al ricorso ma beneficiando della riduzione delle nuove sanzioni rideterminate a 1/3 del minimo o addirittura a 1/6, nel caso in cui l’atto notificato entro il 31 dicembre 2015 non sia stato preceduto da un processo verbale di constatazione o da un invito al contraddittorio definibili.
L’accertamento con adesione
Un’altra chance è quella di presentare, sempre entro il termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto, un’istanza di accertamento con adesione per chiedere non soltanto un eventuale abbattimento della pretesa erariale e, dunque, la rideterminazione del reddito accertato, ma anche il ricalcolo delle sanzioni secondo la nuova normativa, ove più favorevole. Pertanto, in caso di raggiungimento di un accordo tra ufficio e contribuente e, dunque, di perfezionamento dell’adesione, spetterebbe l’ulteriore beneficio della riduzione delle sanzioni rideterminate a 1/3 del minimo edittale.
Il reclamo-mediazione
Oltre alla richiesta di rideterminazione della pretesa erariale, l’applicabilità del favor rei e, dunque, il ricalcolo delle sanzioni secondo la nuova normativa più favorevole può essere chiesto anche in sede di reclamo-mediazione. In questa ipotesi, se l’ufficio dovesse accogliere la richiesta sulle sanzioni e il contribuente dovesse decidere di non costituirsi in giudizio, le nuove sanzioni rideterminate sarebbero ulteriormente ridotte del 60 per cento.
Contenzioso e conciliazione
Il principio del favor rei può essere invocato anche in contenzioso davanti alla Commissione tributaria provinciale e regionale, con una specifica eccezione nel corpo del ricorso o dell’atto di appello oppure, se questi atti sono già stati presentati, con una specifica memoria da depositare prima dell’udienza.
Infine, anche in sede di conciliazione giudiziale potrà essere chiesta l’applicazione del favor rei. Su questo punto, è opportuno ricordare che in seguito all’entrata in vigore della riforma del contenzioso tributario (Dlgs 156/2015), dal 1° gennaio 2016 è possibile conciliare la lite non più, improrogabilmente, entro il termine della prima udienza di trattazione della controversia davanti alla Ctp, ma entro il termine di trattazione dell’appello davanti alla Ctr. Tuttavia, a fronte di questa nuova opportunità, cambia il regime sanzionatorio. In particolare, qualora l’accordo sia raggiunto entro il primo grado di giudizio davanti alla Ctp, le sanzioni continuano a essere ridotte al 40% del minimo. Se invece l’accordo avviene nel secondo grado di giudizio, le sanzioni sono ridotte nella misura del 50% del minimo.
Sempre dal 1° gennaio 2016, mediante la conciliazione, è possibile definire anche le controversie di valore fino a 20 mila euro o le altre controversie di valore indeterminabile, quali gli atti di classamento, per le quali è obbligatoria la procedura di reclamo mediazione, con riduzione delle sanzioni al 35 per cento.
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