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Caccia a chi foraggia terroristi

Riciclaggio, corruzione e finanziamento al terrorismo devono essere monitorati con estrema attenzione dagli uffici della pubblica amministrazione. Per il finanziamento al terrorismo in particolare, dovranno essere effettuati appositi riscontri con i nominativi e i dati anagrafici nelle liste pubbliche consultabili sul sito Uif. È quanto si legge nel decreto del ministero dell’Interno del 25/9/15, sugli indicatori di anomalia per le segnalazioni della p.a. pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 (si veda ItaliaOggi di ieri).

Gli uffici della pubblica amministrazione. Gli uffici della p.a. interessati dalla disposizione ministeriale sono quelli di cui all’art. 1, comma 2, lett. r) del dlgs 231/07. Si tratta di tutte le amministrazioni dello stato, ivi compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative, le aziende e le amministrazioni dello stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, le amministrazioni, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale e le agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni.

Le situazioni a maggior rischio di segnalazione. L’art. 4 del decreto dispone che il sospetto debba fondarsi su una compiuta valutazione degli elementi oggettivi e soggettivi dell’operazione, a prescindere dal relativo importo e, anche se l’operazione è rifiutata, non conclusa o tentata, o se il controvalore della medesima è regolato in tutto o in parte presso altri soggetti, sui quali gravano autonomi obblighi di segnalazione.

Nella valutazione delle operazioni sono tenute in particolare considerazione le attività che presentano maggiori rischi di riciclaggio in relazione alla movimentazione di elevati flussi finanziari e a un uso elevato di contante, nonché i settori economici interessati dall’erogazione di fondi pubblici, anche di fonte comunitaria, e quelli relativi ad appalti, sanità, produzione di energie rinnovabili, raccolta e smaltimento dei rifiuti.

La segnalazione deve contenere i dati, le informazioni, la descrizione delle operazioni ed i motivi del sospetto. Indicazioni relative alle modalità di invio della segnalazione alla Uif, in via telematica attraverso il portale Infostat-Uif della Banca d’Italia, nel rispetto delle disposizioni contenute nel provvedimento Uif del 4 maggio 2011, sono contenute nell’articolo 7 del decreto che ricorda la necessità di previa adesione al sistema di segnalazione online.

L’obbligo di contrasto al terrorismo. Il sospetto di operazioni riconducibili al finanziamento del terrorismo si desume anche dal riscontro del nominativo e dei relativi dati anagrafici nelle liste pubbliche consultabili sul sito della Uif, tuttavia, precisa l’art. 5 del decreto, che non è sufficiente, ai fini della segnalazione, la mera omonimia.

L’obbligo di segnalazione di operazione sospetta è distinto da quello di congelamento di fondi e risorse economiche di cui all’art. 4 del dlgs 109/2007.

Gli uffici della p.a. dovranno, inoltre, essere consapevoli del fatto che i fondi sottoposti a congelamento non possono costituire oggetto di alcun atto di trasferimento, disposizione o utilizzo.

Gli indicatori e i criteri di utilizzo. Gli indicatori di anomalia individuati per la p.a. sono distinti in tre sezioni, e attengono ad aspetti sia soggettivi che oggettivi dell’operazione; alcuni sono di carattere generale, altri sono specifici per settore di attività.

Per agevolarne l’impiego, alcuni di essi sono specificati in sub-indici, che costituiscono un’esemplificazione dell’indicatore di riferimento, da valutare congiuntamente allo stesso.

Procedure organizzative interne. Il decreto prevede che gli operatori interessati adottino, in base alla propria autonomia organizzativa, procedure interne di valutazione idonee a garantire l’efficacia della rilevazione delle operazioni sospette, la tempestività della segnalazione alla Uif, la massima riservatezza dei soggetti coinvolti nell’effettuazione della segnalazione stessa e l’omogeneità dei comportamenti.

Tali procedure dovrebbero tener conto della specificità dell’attività svolta e delle dimensioni organizzative e operative; individuare il soggetto delegato a valutare e trasmettere le segnalazioni alla Uif; specificare le modalità con le quali gli addetti agli uffici comunicano le informazioni rilevanti al delegato; ripartire i ruoli e le responsabilità, garantendo la ricostruibilità delle decisioni assunte e i presidi di riservatezza.

Il delegato alla valutazione e segnalazione delle operazioni sospette può coincidere con il responsabile della prevenzione della corruzione. Negli enti locali di ridotte dimensioni (popolazione inferiore a 15 mila abitanti) si potrebbe individuare un delegato unico, mentre strutture organizzative complesse potrebbero nominare più di un delegato. In ogni caso il nominativo del responsabile deve essere comunicato alla Uif e in caso di qualifica attribuita a soggetti diversi è necessario il coordinamento fra il delegato Sos e il responsabile per la prevenzione della corruzione.

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