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Caccia a 15,4 miliardi di aiuti

Otto miliardi al contributo a fondo perduto «tradizionale», 3,4 mld ai contributo modulato sul calo del fatturato a scelta del contribuente e 4 mld per il contributo a conguaglio con i dati di bilancio. Risorse dunque da oltre 15 mld. Sono queste le cifre che si ricavano dalla relazione tecnica al decreto Sostegni 2 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 maggio con il numero 73. Il contributo a fondo perduto resta legato agli adempimenti dichiarativi della liquidazione trimestrale Iva e della dichiarazione dei redditi (si veda altro articolo a pagina 22). Questo nei casi in cui il contributo questione non sarà erogato in modo automatico con importo identico a quello previsto nel primo decreto sostegni. Per conseguenza, ai fini della rideterminazione degli importi, saranno necessari anche ulteriori adempimenti che, con particolare rilievo alla dichiarazione dei redditi dovranno essere inopinatamente anticipati di due mesi rispetto alle scadenze ordinarie.

Sono queste, in sintesi, le indicazioni che emergono dalla lettura dell’articolo 1 del dl n. 73 del 2021 che disciplina, nell’ambito del decreto sostegni bis, la nuova tornata di contributo a fondo perduto. In linea generale, vi sono sostanzialmente quattro modalità di ottenimento della nuova tranche di contributo :

– nella prima ipotesi si tratta, di fatto, dell’erogazione di un importo identico al contributo percepito per effetto dell’articolo 1 del dl n. 41 del 2021. In tal senso, infatti, il dl 73 richiama le precedenti disposizioni compresa l’opzione per l’erogazione monetaria ovvero per l’attribuzione come credito di imposta. Quindi, la scelta effettuata allora vincola la nuova tornata di contributo;

– la seconda ipotesi è quella di un contributo al “rialzo” rispetto a quanto previsto dal dl 41 del 2021. I commi da 5 a 15 dell’articolo 1 del dl 73 prevedono, infatti, che il contribuente faccia riferimento ad un periodo temporale diverso da quello precedente per verificare il calo del fatturato medio mensile. L’orizzonte temporale preso in considerazione è quello che intercorre tra il 1 aprile 2020 ed il 31 marzo 2021 rispetto al periodo tra il 1 aprile 2019 ed il 31 marzo 2020. In questo caso, pertanto, laddove il calo del fatturato medio mensile sia almeno del 30 per cento, si rettifica al rialzo il contributo già percepito scomputando l’importo spettante in base alla prima regola. Quindi, in pratica:

a) il soggetto con calo di fatturato secondo le regole del dl 41 del 2021 riceve il medesimo importo;

b) detto importo può essere ulteriormente incrementato laddove il calo del fatturato si sia verificato nell’ulteriore lasso temporale e scomputando, naturalmente, la seconda erogazione da dl 73/21

c) ai fini della determinazione del contributo aggiuntivo, le fasce percentuali sono maggiormente parcellizzate rispetto a quanto previsto dal dl 41 del 2021 come pure le fasce di ricavi e compensi;

– nell’ambito di questa seconda modalità di determinazione del contributo “aggiuntivo” rientrano anche i contribuenti che, non avendo i requisiti per la percezione del contributo da dl 41 del 2021 si trovano ora ad avere diritto, in ragione del diverso lasso temporale da valutare per il calo di fatturato medio mensile. Va infatti ricordato come, secondo quanto previsto dall’articolo 1 del dl 41 del 2021, il diritto al contributo a fondo perduto sussisteva nel momento in cui il calo di fatturato medio mensile si riscontrava nel confronto 2020 su 2019. Ora, come detto, l’analisi viene fatta tenendo conto anche di alcuni mesi del 2021 e, quindi, il risultato potrebbe essere diverso. Laddove questo si verificasse, la percezione del contributo avviene per la prima volta in quanto, come visto, non si aveva diritto al contributo ai sensi del dl 41 e, naturalmente, alla riproposizione mediante il dl 73. Sia in questa ipotesi che in quella precedente (cioè quella relativa al contributo aggiuntivo), il comma 13 precisa che l’istanza per l’attribuzione del contributo può essere presentata esclusivamente dopo la presentazione della comunicazione periodica Iva di cui all’articolo 21 bis del dl 78 del 2010. Sarà dunque necessario, preliminarmente, effettuare tale adempimento e poi richiedere il contributo;

– la quarta fattispecie di contributo è quella legata al peggioramento del risultato economico di esercizio nel confronto tra 2020 e 2019, da determinarsi in una percentuale che sarà fissata con decreto ministeriale. Come pure, in questa specifica fattispecie, il decreto ministeriale dovrà definire la percentuale spettante tenendo conto altresì, in base al comma 20 dell’articolo 1 del dl 73 del 2021, di tutti i contributi percepiti attraverso i vari provvedimenti. E’ stato già osservato su queste pagine come la disposizione in questione che si fonda sull’attribuzione di un contributo ulteriore nel caso di peggioramento del risultato dell’esercizio 2020 su 2019 richiede, in base al comma 24, la presentazione della dichiarazione dei redditi entro il 10 settembre 2021 e dunque con più di due mesi rispetto alla scadenza ordinaria. Una previsione ben poco comprensibile e che naturalmente provocherà un ulteriore appesantimento degli adempimenti professionali in base ad una scelta che è difficile da comprendere. Come già sottolineato, infatti, la lodevole necessità di fare velocemente nella erogazione dei contributi si scontra con adempimenti che, soprattutto se riferiti alle dichiarazioni per il periodo di imposta 2020, saranno estremamente complessi. Tanto da far auspicare già da ora una proroga e non certo un anticipo della scadenza di oltre due mesi

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