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Bulgari è francese, controllo a Louis Vuitton

PARIGI — Bulgari è il nuovo gioiello sulla corona di Bernard Arnault, patron di Lvmh (Louis Vuitton Moët Hennessy) e re del lusso mondiale. Dopo mesi di trattative con Arnault stesso e soprattutto con Toni Belloni (il manager italiano numero due del gruppo), i cugini Paolo e Nicola Bulgari e il loro nipote Francesco Trapani (amministratore delegato) nel fine settimana hanno raggiunto l’accordo, approvato domenica sera dai rispettivi consigli di amministrazione. Lvmh emetterà 16,5 milioni di azioni in concambio dei 152,5 milioni di azioni Bulgari attualmente detenute dalla famiglia. Lvmh promuoverà poi un'Opa, al prezzo di 12,25 euro per azione sulle quote degli azionisti di minoranza: per il gigante francese, che da circa dieci anni non nascondeva il suo interesse, il prezzo complessivo dell'operazione ammonta a 4,3 miliardi di euro. «Bulgari era uno degli ultimi marchi disponibili sul mercato a godere di una simile notorietà, era importante che si unisse a noi piuttosto che a un concorrente» , ha detto ieri Bernard Arnault a Le Monde, confermando implicitamente la battaglia silenziosa in corso con il gruppo svizzero Richemont che già detiene il marchio Cartier. Per Bulgari si tratta del coronamento della forte risalita del 2010, dopo avere perso 47 milioni nel 2009. L’anno scorso il gioielliere romano, che presenterà i risultati tra pochi giorni, ha migliorato il suo giro d’affari del 15,4%, superando il miliardo di euro. E associando Bulgari ai marchi Tag Heuer, Chaumet, Zenith, Hublot, Fred, Vuitton e Dior, Lvmh raddoppia la dimensione del suo impegno nel settore orologeria e gioielleria e può quindi concorrere da pari a pari con Cartier e Tiffany. «Se riusciremo a raggiungere gli obiettivi di sviluppo che ci siamo fissati, il prezzo pagato si dimostrerà un ottimo investimento» , dice Arnault. I francesi assicurano che non fermeranno alcuna linea di produzione di Bulgari, che a sua volta attenuerà la dipendenza da Swatch per le forniture. Trapani resterà amministratore delegato «nel breve periodo» , per entrare poi nel comitato esecutivo di Lvmh e assumere, nell’ultima parte del 2011, la direzione di tutte le attività di orologeria e gioielleria. Toni Belloni, protagonista dell’affare per Lvmh, ha sottolineato che si tratta della più grande operazione in venti anni di acquisizioni. I cugini Bulgari e Trapani diventeranno il secondo azionista familiare del gruppo Lvmh, dopo Arnault. In Borsa il titolo Bulgari è volato fino a guadagnare il 59,42%a 12,10 euro. Lvmh domina le cronache dal 23 ottobre scorso, quando il gruppo annunciò di essere entrato «con intenzioni non ostili» nel capitale di Hermès, fino a detenerne poi più del 20%. L’operazione Bulgari ha un valore anche nell’ottica della scalata a Hermès. Arnault vuole dimostrare che è in grado di trattare su basi amichevoli con grandi marchi a struttura familiare, senza snaturare il prodotto e senza sconvolgere la struttura di comando. Per questo ieri il capo di Lvmh ha voluto sottolineare che «con la famiglia Bulgari ci siamo immediatamente capiti e abbiamo raggiunto molto presto un’intesa sul modo di lavorare insieme» . La speranza è che anche gli eredi del sellaio Thierry Hermès si lascino, alla fine, convincere.

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