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Buffett punta un miliardo sul rimbalzo di Apple

Warren Buffett scommette un miliardo di dollari su Apple. L’Oracolo di Omaha, che in passato vantava di non investire nel settore tecnologico sostenendo di non capirlo e di considerare i vantaggi competitivi dei suoi protagonisti troppo spesso fuggenti, ha spezzato la sua regola: la sua corazzata Berkshire Hathaway ha comprato nel primo trimestre dell’anno 9,81 milioni di azioni della società di Cupertino, anche se non ha rivelato quale dei suoi gadget o servizi hi-tech affascini il leggendario finanziere tra iPhone, iPad, Mac, Apple Watch e Apple Pay. Di sicuro però l’effetto Buffett si è subito fatto sentire in Borsa: il titolo, nelle ultime sedute sotto pressione e incalzato per la corona di leader della market cap da Google, ha guadagnato fino a quasi il 4% dalla miliardaria iniezione di fiducia.
Apple, per il momento, non ha ancora portato esattamente fortuna a Buffett: valutato a fine marzo oltre il miliardo, il suo investimento appare sotto assedio davanti al recente calo delle quotazioni a Wall Street del leader della market cap aggravate da una rara delusione nei suoi bilanci trimestrali. Per la prima volta nella storia l’iPhone, il prodotto che genera due terzi delle entrate e gran parte dei profitti, ha visto scivolare le vendite e il fatturato del gruppo è diminuito come non accadeva da 13 anni.
Buffett è però un investitore di lungo corso e ancor più lunghi orizzonti. Ieri si è anche schermito precisando che non è suo il merito dell’operazione: la scelta è spettata a uno dei suoi due grandi gestori d’un portafoglio che da sempre comprende icone della Corporate America, da Coca-Cola ad American Express. I due sono stati chiamati nel 2011 e 2012 al fianco di Buffett in vista di piani per l’eventuale successione dell’ormai ultra-ottuagenario guru, nel caso specifico proprio sul fronte degli investimenti. Todd Combs e Ted Weschler hanno adesso entrambi in mano circa nove miliardi di dollari con l’incarico di farli fruttare. E se tradizionalmente Buffett avoca a sé diritto e potere decisionale su operazioni oltre il miliardo, quale dovrebbe essere stata quella di Apple, questa volta ha fatto sapere che è stata realizzata da uno dei gestori, senza rivelare chi.
Qualche avance in campo hi-tech, comunque, Buffett l’aveva già compiuta. Cinque anni or sono, in particolare, aveva preso una posizione da dieci miliardi di dollari in Ibm, che adesso è stata semmai rafforzata. Berkshire, secondo indiscrezioni, avrebbe inoltre ora intenzione di appoggiare un consorzio che punta a rilevare asset messi in vendita dal pioniere di Internet Yahoo.
La puntata su Apple è tuttavia decisamente nuova, non solo perché inedita ma per la combinazione di dimensioni, di marchio d’avanguardia coinvolto e di tensioni sul titolo. Con ogni probabilità, però, proprio le vicessitudini di Apple, cominciate in realtà l’anno scorso davanti a dubbi sulla capacità dell’azienda guidata da Tim Cook di mantenere un frenetico passo nell’innovazione, hanno attirato Buffett e i suoi manager. La sua regola davvero d’oro è: comprare società solide, ben gestite e che appaiano sottovalutate. Apple si augura che l’Oracolo abbia ancora una volta ragione.

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