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Budget Ue per la crescita


di Beda Romano

La Commissione Europea vuole finanziare il prossimo bilancio dell'Unione grazie a nuove tasse comunitarie, pur di svincolarsi dai contributi nazionali. L'iniziativa è ambiziosa in un momento cui gli Stati membri tentano di difendere numerose prerogative. La Gran Bretagna ha considerato il progetto «totalmente irrealistico».

La maggior parte di questo bilancio 2014-2020 «è destinato alla creazione di posti di lavoro e alla crescita dell'economia europea», ha detto ieri José Manuel Barroso, il presidente della Commissione. «È un bilancio ambizioso, ma realistico che riuscirà a mobilitare anche la finanza privata». E ha aggiunto: «Ogni euro speso sarà speso in modo efficiente».

Le prospettive finanziarie proposte ieri hanno un valore di 1.025 miliardi di euro, in aumento del 5% rispetto al periodo 2007-2013. Prevedono una stablizzazione della spesa agricola, un netto aumento della spesa per ricerca e sviluppo (da 54 a 80 miliardi di euro) e per le infrastrutture, tra cui la tratta ad alta velocità Torino-Lione (da 12 a 40 miliardi).

Le piccole e medie imprese potranno godere di ulteriori aiuti per 2,4 miliardi. Commentando la proposta, il commissario per l'Industria Antonio Tajani ha fatto notare che la Commissione vuole sostenere l'economia reale e «punta al rilancio della competitività europea con risorse coerenti con gli obiettivi di Europa 2020».

Attualmente il bilancio dell'Unione è finanziato per il 76% dai versamenti nazionali. Il resto proviene da una parte dell'Iva, dalle tasse sui redditi dei funzionari comunitari e dalle imposte doganali alle frontiere dell'Unione. Tra il 2014 e il 2020, la Commissione vorrebbe aumentare i propri ricavi finanziari al 40% del totale. Bruxelles ha quindi proposto di creare una nuova tassa sulle banche (sulle transazioni finanziarie o sulle attività bancarie). La Commissione ha anche preannunciato una possibile nuova imposta sul valore aggiunto standardizzata. Nel contempo, l'attuale finanziamento derivante da una quota dell'Iva raccolta dagli Stati a livello nazionale sarebbe abbandonato. In generale, l'obiettivo è di alimentare il bilancio comunitario con fondi propri, svincolando la Commissione dai governi nazionali e dandole una maggiore autonomia finanziaria. Per gli Stati membri però questa soluzione significherebbe perdere il controllo del budget.

La partita sulle prossime prospettive finanziarie, come viene chiamato il bilancio comunitario, è appena iniziata, e sarà oggetto di difficilissime trattative non solo con i governi nazionali ma anche con il Parlamento europeo che può intervenire sul fronte della spesa. L'approvazione richiede l'unanimità dei 27.

L'aumento del bilancio rischia di non piacere ad alcuni Paesi, non solo alla Gran Bretagna. Anche Germania e Francia hanno chiesto un congelamento della spesa rispetto alle prospettive finanziarie precedenti (da notare che in rapporto al Pil il progetto presentato ieri mostra un calo, all'1,05%). Ci si aspetta che le trattative durino fino al 2012.

 

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