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BTp, tensione in asta: spread a 350

«Ci avevano assicurato che il caso greco sarebbe stato unico e irripetibile. Ora ci dicono che il caso Cipro è unico e irripetibile. Sinceramente ormai mi chiedo: quanti altri casi unici e irripetibili ci saranno ancora in Europa?» In queste parole di un economista c’è il senso profondo delle preoccupazioni che si rafforzano sui mercati finanziari: l’Europa sta dimostrando di voler risolvere le situazioni di crisi con sempre minore solidarietà e con regole create ogni volta ad hoc.
Ecco perché l’Italia, dove pesa l’incertezza politica, inizia a soffrire veramente sui mercati finanziari: il Paese sta vivendo una delicata fase politica (oltre che economica e sociale) proprio nel momento in cui l’Europa sembra mettere nuovamente in discussione i meccanismi di salvataggio e di risposta alle crisi. Insomma: siamo senza Governo nel momento peggiore.
I numeri dell’incertezza
Le tensioni, palpabili ma ancora tollerabili, si vedono sui mercati. In mattinata il ministero dell’Economia ha collocato BTp quinquennali e decennali con una certa fatica. La domanda complessiva è stata 1,27 volte superiore all’offerta, contro le 1,64 volte di febbraio: dunque in calo. Le difficoltà si sono viste soprattutto per il nuovo BTp a 5 anni: il rendimento è salito dal 3,59% di un mese fa al 3,65% (massimo da ottobre), e il titolo è stato collocato con un prezzo lievemente inferiore rispetto a quello di mercato in quel momento. Questo significa che il Tesoro ha dovuto concedere agli investitori uno “sconticino” per convincerli a comprare. Decisamente meglio è andata per il BTp decennale, che è invece sceso dal 4,83% al 4,66% (minimo da gennaio).
Ma l’intero mercato ha mostrato tensioni. I BTp decennali sul mercato secondario hanno aumentato in un giorno i rendimenti di 19 centesimi, arrivando al 4,77%. E mentre i tassi d’interesse dei Bund tedeschi scendevano ai minimi da dicembre, lo spread Italia-Germania è salito dai 323 punti base di martedì ai 350 di ieri. Le tensioni hanno toccato anche la Spagna, con lo spread sui Bund arrivato a 380 punti base dai 359 della vigilia.
E hanno colpito le Borse: Parigi -0,99%, Francoforte -1,15%, Madrid – 1,13%. Un po’ meglio, un volta tanto, Milano, che ha perso “solo” lo 0,92%. Ma soprattutto hanno infierito sull’euro, sceso sotto 1,28 dollari. Insomma, l’Italia ha sofferto, ma la debacle ha riguardato l’intera Europa. Solo Wall Street si gongola (piena di liquidità) e anche l’S&P 500 è ormai a un soffio dai massimi storici.
I motivi tra Italia e Cipro
Le tensioni in Europa hanno almeno tre motivi: l’Italia, l’effetto-Cipro e la congiuntura. In Italia pesa sempre più l’incertezza politica: quel «no» ribadito ieri per l’ennesima volta dal Movimento a 5 Stelle al Premier incaricato Bersani ha pesato. Gli investitori sono generalmente ancora convinti che alla fine un Governo in Italia sarà formato: in fondo anche in Grecia, dopo due elezioni che sembravano senza sbocco, ce l’hanno fatta. Ma questa convinzione è sempre meno solida: ecco perché, pur senza drammaticità, i BTp perdono lentamente terreno.
L’effetto Cipro ha aumentato l’incertezza. Il caso pesa perché dà la sensazione che l’Europa stia mettendo in discussione i meccanismi di salvataggio, faticosamente creati nei mesi scorsi, delle banche. Questo rischia di scaldare gli animi e di riportare a galla quel masochistico dibattito sull’uscita o meno di qualche Paese dall’euro. Ieri è stato l’analista di SocGen Albert Edwards, per esempio, a scriverlo nero su bianco in un report: «Penso che alla fine l’eurozona si distruggerà».
Infine ieri sono stati i dati congiunturali a dare il colpo finale ai mercati: ordini industriali italiani in calo del 3,3%, vendite al dettaglio in frenata del 3% in Italia e del 10,6% in Spagna… In questa situazione servirebbero un Governo forte, un’Europa compatta e regole certe. Invece l’Italia non ha Governo, l’Europa torna a litigare, le regole sembrano cambiare continuamente. Solo Wall Street non se n’è accorta.

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