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BTp sotto tiro, si salva l’asta BoT

La crisi politica piomba come un macigno sui mercati finanziari alla vigilia di una importante asta per i BTp a 5 e 10 anni. Un risveglio brusco ieri mattina per i trader che aprendo i giornali e i siti web hanno dovuto prendere atto del rischio di una nuova crisi politica per il governo italiano. Poche ore dopo si sarebbe aperta l’asta dei BoT a sei mesi da 8,5 miliardi di euro che fortunatamente non ha risentito della volatilità. Forte la domanda con tassi in calo: assegnati tutti i titoli a fronte di ordini per 12,35 miliardi. In calo il rendimento allo 0,781%, 11 punti in meno rispetto alla precedente asta e ai minimi dallo scorso maggio.
In fibrillazione il BTp
Un buon risultato sul mercato primario che tuttavia non ha fermato le vendite sul secondario. La minaccia di dimissioni di massa dei parlamentari del Pdl nel caso in cui il Senato votasse per la decadenza di Berlusconi ha fatto schizzare lo spread e ha mandato al tappeto la Borsa di Milano che a fine seduta risulterà la peggiore in Europa con un -1,2 per cento. Già a metà giornata i BTp decennali scambiavano al 4,31%, 7 centesimi in più rispetto alla seduta precedente, livelli che verranno confermati per tutta la giornata. Come un riflesso condizionato, le spinte al ribasso sui BTp si sono fatte sentire sulle banche italiane che hanno accusato un perdita del 2,85% e sui finanziari il 2,24 per cento. A fine seduta il BTp a 10 anni era al 4,33% (+9 ptb) e lo spread sul Bund a 251 centesimi. Sulla parità il differenziale con i Bonos spagnoli che hanno terminato con il rendimento del decennale al 4,33 per cento. Livelli tuttavia non preoccupanti secondo Luca Cazzulani del desk fixed income di UniCredit: «Pesano le aste e l’incertezza politica, ma la reazione di mercato di oggi è stata buona e il livelli di spread e rendimento restano bassi». Non è stato a guardare il decennale tedesco in rialzo all’1,83% con il mercato attento ad eventuali dichiarazioni dei banchieri centrali su nuove misure di stimolo monetario. Le dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi di lunedì scorso fanno propendere per questa ipotesi e con l’avvicinarsi del meeting della Bce il calendario il prossimo 2 ottobre le fibrillazioni non mancheranno.
Attesa l’asta da 6 miliardi
Il vero test per via XX Settembre è l’asta dei BTp di questa mattina per un ammontare tra i cinque e i sei miliardi di euro arrivata al traguardo sotto il peso delle pressioni sulla curva italiana dal momento che il rendimento della scadenza a 5 anni è salito di 11 centesimi e quello a 10 anni di 9 centesimi. Nelle sale operative si fa notare che questi livelli per quanto in rialzo sono tuttavia al di sotto della precedente asta. È il caso del BTp a 5 anni che ieri quotava 3,15%, ma lo scorso mese è stato collocato al 3,38 per cento. Lo stesso dicasi per il 10 anni al 4,33% sotto il livello di collocamento di un mese fa del 4,46 per cento.
Restano deboli i consumi
Sul fronte macroeconomico, restano deboli i consumi con le vendite al dettaglio che hanno segnato il tredicesimo calo mensile consecutivo, perdendo a luglio lo 0,3% su giugno e lo 0,9% rispetto a dodici mesi prima, secondo i dati Istat. Sempre a luglio il livello delle vendite al dettaglio ha toccato i minimi da dodici anni. Guardando alle serie storiche dell’Istat, l’indice destagionalizzato del valore delle vendite è sceso a 95,3, la quota più bassa da novembre 2001. Non così negli Usa dove si conferma la crescita del Pil del secondo trimestre al 2,5%, un dato che ha spinto le vendite dei titoli di Stato americani con rendimenti in rialzo al 2,65% per i titoli decennali e al 3,69% per i titoli trentennali.

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