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BTp, rendimenti mai così bassi: il decennale allo 0,96% in asta

Un’altra giornata da guinness. Il rendimento del BTp a 10 anni, per la prima volta nella storia, è sceso sul mercato secondario allo 0,91%. L’aspetto ancor più significativo è che il Tesoro è riuscito a cristallizzare i nuovi tassi anche sul mercato primario offrendo ieri in asta titoli a medio-lungo termine per un controvalore complessivo di 7,25 miliardi. Più nel dettaglio il BTp a 10 anni, di cui sono stati collocati 4 miliardi a fronte di una domanda pari a 5,265 miliardi, ha spuntato un tasso dello 0,96% con un calo di 60 punti base rispetto alla precedente operazione. Con questa asta è stato infranto il precedente record risalente a un decennale collocato tre anni fa all’1,14%. Venduti anche BTp a 5 anni per 2,25 miliardi con un rendimento dello 0,32% contro lo 0,8% della precedente operazione e CcTeu per 1 miliardo allo 0,77% contro l’1,06% di luglio. Decisamente positiva l’accoglienza degli operatori specialisti alla riapertura del BoT semestrale loro riservata, come prevedibile in base al movimento del mercato nelle ultime sedute. Sui 600 milioni di euro dell’offerta la domanda è stata pari a 1,466 miliardi. Mercoledì il Tesoro ha collocato tutti i 6 miliardi del Buono semestrale con un tasso in calo a -0,217% – minimo da aprile 2018 – da -0,021% di fine luglio.

Sul mercato secondario lo spread BTp-Bund sulla distanza a 10 anni è sceso a 167 punti (rispetto ai 174 della vigilia). Gli investitori hanno continuato ad acquistare la carta italiana nel giorno in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Giuseppe Conte l’incarico di formare un nuovo governo. Dopo quello Lega-M5s durato 445 giorni l’auspicio dei mercati è che il Conte-bis – che si prepara a nascere sotto una maggioranza Pd-M5S – duri di più, magari fino a fine legislatura. Su questa ipotesi i dubbi degli operatori permangono ma nel frattempo i rendimenti italiani – considerato che al momento le forze anti-euro sono passate all’opposizione – sono comunque troppo elevati (e quindi attraenti) rispetto a quanto offre in giro il mercato delle obbligazioni (si veda articolo a fianco sui rendimenti crollati dei Pigs). E questo nonostante nelle ultime sedute i tassi siano già vistosamente calati: basti ricordare che il 9 agosto il BTp era all’1,82% e lo spread era a 240.

Il mercato obbligazionario europeo (che sconta il lancio di forti misure espansive da parte della Bce nella prossima riunione del 12 settembre) è stato colto un po’ alla sprovvista nel primo pomeriggio dalle dichiarazioni di Klass Knot, governatore della Banca centrale olandese, secondo cui gli investitori starebbero esagerando nel caricarsi di aspettative su nuovi stimoli monetari. Le parole di Knot sono però passate in secondo piano dopo che Christine Lagarde (che dal 1 novembre sostituirà Mario Draghi alla guida della Bce) in una risposta scritta ad un membro del Parlamento Europeo ha fatto intravedere quella che potrebbe essere la sua linea di condotta: «Non penso che la Bce sia arrivata al livello più basso, in termini di tassi di interesse». Anche l’euro (svalutatosi sul dollaro dello 0,2% a quota 1,105) è sembrato dar più credito alla Lagarde piuttosto che a Knot.

Il buon momento per i governativi italiani si riflette anche sulle azioni delle banche a Piazza Affari, i cui bilanci sono esposti sui titoli di Stato per circa 400 miliardi. Trainata dalla performance dei titoli del credito (+2,53% il sottoindice di settore) la Borsa italiana ha registrato la migliore performance (+1,94%) tra quelle europee (che in media hanno chiuso a +1,37%) in una seduta di acquisti anche per l’azionario globale in scia ai segnali di distensione sul tema dazi. Il presidente degli Usa Donald Trump ha confermato che le delegazioni Usa e Cina si parleranno in modo ufficiale. Il prossimo meeting è già organizzato per settembre. Wall Street è tornata a correre con un rialzo superiore all’1%. E l’oro, che in mattinata era balzato su nuovi massimi d periodo, ha chiuso quasi invariato a 1.537 dollari l’oncia. Un ulteriore segnalo che il risk-off si è preso (per il momento) una pausa.

 

Vito Lops

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