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Btp record, richieste per 80 miliardi L’Ue: non sottovalutiamo il debito

Continua «l’effetto Draghi» sul debito pubblico italiano e si rafforza la fiducia degli investitori verso le emissioni del Tesoro. Tuttavia, il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ieri al termine dell’Ecofin ha messo in guardia gli Stati membri: il debito accumulato per fare gli investimenti di Next Generation Eu «deve essere conteggiato come debito per non creare incertezze». Creare «dubbi ai mercati», ha sottolineato potrebbe essere «controproducente».

Ieri si è chiuso un collocamento «dual tranche» del nuovo Btp decennale benchmark (riferimento) con scadenza primo agosto 2031 e del Btp a 30 anni indicizzato all’inflazione dell’area dell’euro con rimborso al 15 maggio 2051: i due titoli sono stati collocati per un importo pari a 10 miliardi il primo e 4 miliardi il secondo. Gli ordini complessivi (dati non definitivi) sono risultati superiori agli 80 miliardi, di cui 65,5 miliardi per il decennale e 16,6 miliardi per il trentennale. Non è la prima volta che la domanda è largamente superiore all’offerta. Il 5 gennaio scorso il Tesoro aveva collocato 10 miliardi di Btp ricevendo richieste per 95 miliardi, mentre un record era stato registrato il 3 giugno 2020 quando a fronte di un’offerta di Btp per 14 miliardi la domanda aveva raggiunto un picco di 108 miliardi. All’epoca il rendimento lordo annuo dei Btp decennali era stato dell’1,70%, mentre adesso è un terzo di quel valore. Ieri infatti le due emissioni hanno registrato un rendimento dello 0,604% per il Btp decennale e dello 0,177% per Btp-i a 30 anni, cui andrà ad aggiungersi alla scadenza la rivalutazione maturata a causa dell’inflazione. Il regolamento delle emissioni sarà il 23 febbraio.

Lo spread fra Btp e Bund ha chiuso stabile a 91 punti contro i 90,9 della vigilia. Il calo dello spread (circa 25 punti da quando il 13 febbraio scorso è stato affidato a Draghi l’incarico di formare il governo) e la forte domanda di titoli di Stato italiani sono in larga parte una conseguenza della fiducia di cui gode il nuovo premier. «Nonostante il rischio per le finanze pubbliche italiane resti alto», gli analisti di Equita ritengono che la nomina di Draghi, «la sua credibilità a livello internazionale e il continuo supporto agli acquisti della Bce migliorino drasticamente il profilo di rischio dell’Italia». Per Filippo Diodovich, senior market strategist della broker online IG Italia, la credibilità di un governo Draghi diminuisce «il rischio Paese per l’Italia, con uno spread che potrebbe portarsi sui livelli di Spagna e Portogallo».

Se lo spread è un segnale positivo, la ripresa ancora non si vede. In Europa l’attenzione è su Next Generation Eu ma si comincia anche a riflettere su quando riattivare il Patto di stabilità a crisi superata (e come semplificare le regole Ue sui bilanci, magari con una «golden rule» per gli investimenti verdi), e quando passare a misure più mirate per le imprese. Come individuare le aziende sane lo ha indicato Dombrovskis: «Come previsto nel quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, la Commissione considera società sostenibili quelle che lo erano prima della crisi da Covid».

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