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Btp Italia, il Tesoro fa il pieno Subito richiesti 4 miliardi

MILANO — Un po’ di fortuna non guasta. E ieri, primo giorno di collocamento del Btp Italia nell’era Covid, ci sono stata molte buone notizie – a partire dall’accordo Francia Germania sul Recovery fund da 500 miliardi – che hanno portato ottimismo sui mercati e tra i potenziali sottoscrittori. La discesa dello spread tra Btp e Bund tedeschi, migliorato di 20 punti rispetto a venerdì, ha fatto il resto.
Sta di fatto che se di chiamata alle armi si trattava, la risposta è stata forte e generosa: oltre quattro miliardi di euro di sottoscrizioni, per un totale di quasi 110 mila contratti in un giorno solo. In una giornata è stata superata tutta la quota di Btp Italia sottoscritta dal retail nell’emissione precedente, quella dell’ottobre scorso, mentre per numero di contratti è il secondo miglior risultato di sempre (il primato tocca all’edizione dell’aprile 2014, peraltro appena scaduta). A questo punto il traguardo dei 10 miliardi di raccolta complessiva – inclusi gli istituzionali – è a portata di mano; potrebbe andare meglio. Alle richieste dei risparmiatori, che hanno a disposizione ancora oggi e domani per le sottoscrizioni, non verranno messi limiti mentre per gli istituzionali si potrebbe andare al riparto, se la domanda dovesse essere troppo alta. In genere il Mef tende a non avere singole emissioni troppo grandi come importi.
«È stato un successo al di sopra delle nostre previsioni, anche alla luce delle difficoltà tecniche di questi giorni – spiega Davide Iacovoni, capo della Direzione Debito pubblico del Mef – bisogna dire che lo sforzo degli sportelli bancari e postali è stato rilevante. Ora mi aspetto un fisiologico calo, nelle prossime due giornate dedicate al retail, ma fin d’ora è stata un’emissione che ricorderemo. E il numero piu interessante è la partecipazione dei piccoli: il taglio medio dei contratti in questo primo giorno è stato di 37 mila euro contro i 59 mila dell’emissione record del 2014 e i 63 mila dell’ultimo collocamento».
Un risultato cui il Mef tiene molto: coinvolgere i risparmiatori al dettaglio, in un numero quanto più esteso possibile. Il tasso minimo offerto ha avuto il suo ruolo (insieme al premio dell’8 per mille, raddoppiato rispetto alle precedenti emissioni): la cedola dell’1,4% è in linea con i rendimenti dei Btp nominali di pari durata (5 anni) scambiati sul mercato secondario. Il Btp Italia, in più, ha il recupero dell’inflazione, ove questa si manifestasse. Non è una garanzia assoluta, se si dovesse vendere il Btp Italia prima della scadenza. Sul mercato secondario molte emissioni vengono scambiate a prezzi inferiori a 100. Ma un Btp agganciato all’inflazione ha una piccola rete di salvataggio rispetto ai Btp tradizionali.
È possibile che ci sia un’altra emissione di Btp Italia, nei prossimi mesi, ma una decisione non è stata presa. «Di sicuro ci sarà un’emissione di un nuovo titolo di Stato – continua Iacovoni – molto probabilmente diretto solo al retail, anche se su questo punto stiamo facendo ancora qualche riflessione. Di sicuro non sarà indicizzato all’inflazione italiana e avrà caratteristiche innovative, che non andranno a cannibalizzare gli strumenti già esistenti».
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